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Parco dei Sibillini Preoccupano i tagli

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Parco dei Sibillini Preoccupano i tagli

Lettera inviata al ministero dell’Ambiente

AMANDOLA – Dopo il grido di allarme lanciato recentemente dal Presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, anche quello dei Sibillini chiede di emendare il decreto legge che rischia di compromettere l’avvenire dei parchi italiani. Con una lettera inviata a Federparchi e a tutte le aree protette nazionali, il Presidente Massimo Marcaccio, il Direttore e i dipendenti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini manifestano la loro preoccupazione per la conversione in legge del decreto 112/2008, che prevede la riduzione del numero dei dipendenti di supporto impiegati in attività non istituzionali e il taglio dei fondi per la contrattazione integrativa. Queste misure potrebbero facilmente tradursi in una vera e propria paralisi dell’attività istituzionale dei Parchi, con pesantissime ripercussioni sulla conservazione della natura e sulla promozione del territorio, con evidenti risvolti negativi sulle economie locali che, spesso, già versano in pessime condizioni.

Il Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha quindi inviato una lettera nella quale si chiede a Federparchi di intervenire presso il Ministero dell’Ambiente affinché vengano apportate modifiche ai contenuti stabiliti nel decreto legge. “Ci uniamo si legge nella lettera – all’appello inviato dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, nella speranza che si possa intervenire nelle sedi parlamentari al fine di intraprendere iniziative legislative volte a risolvere le complesse problematiche di gestione delle aree protette”. E ancora nello specifico. “I tagli alle risorse umane e finanziarie – si legge ancora nella missiva – rischiano di annullare l’azione degli Enti Parco, contraddicendo, di fatto, l’obiettivo del Decreto volto, tra l’altro, a garantire la razionalizzazione, l’efficienza e l’economicità dell’organizzazione amministrativa. Le aree protette sono state istituite con l’intento di creare modelli di sviluppo sostenibile da esportare oltre i confini territoriali e quindi di occuparsi di tematiche che oggi sono obiettivi strategici a livello planetario. I Parchi Nazionali, invece, da tempo, operano in una situazione di grande affanno, derivante dalla loro natura giuridica, che ne sottopone la gestione ad un crescente numero di norme e vincoli amministrativi. D’altro canto si sottolinea – i Parchi italiani, nella maggior parte dei casi fortemente antropizzati, svolgono funzioni che hanno ricadute dirette sulla vita dei cittadini.

F.M. ,

articolo visualizzato 7.598 volte
Inserito da Redazione Amandola.com il 12-08-2008

COMMENTI

11 Commenti all'articolo.
  • 1 Signora Orazi 26 settembre 2008 alle 20:49

    Sono del parere che il Ministro Brunetta è riuscito finalmente a chiudere i rubinetti dei finanziamenti che sino ad oggi sono stati aperti malamente per opere inutili e fantasma.
    Io sono una residente del Parco dei Sibillini stò nella frazione di Rubbiano di Montefortino AP, nella parte inferiore del paese è stato realizzato il famoso Rifugio di Rubbiano che da moltissimi anni è praticamente un opera inutilizzata chiusa al turista che capita da queste parti, anche se è riportata sulle varie mappe e piantine turistiche non c’è nessun servizio che viene offerto alle numerose persone che vanno nei pressi delle gole dell’infernaccio e dall’eremo di san leonardo.
    Da quanto sapevo neppure un bando per la gestione del Rifugio è stato finora fatto.
    In più è stato fatto un parcheggio anchesso fantasma che viene usato dai camper per soggiornare dimenticando che non è una zona attrezzata per campeggiare, ma dal momento che nessuno vigila in quanto neppure un vigile fisso si può permettere il comune tutto è permesso.
    Tra le altre cose mentre sono stati messi numerosi lampioni in questo parcheggio nei pressi della mia abitazione scarseggia l’illuminzione in alcuni tratti è inesistente.
    La pavimentazione è stata fatta solamente nei pressi del Rifugio e ad oggi in alcuni tratti si stà anche rovinando mentre nella parte superiore dove io risiedo il suolo è ricoperto di buche erba sassi fango, figuratevi che devo far provvedere perfino alla manutenzione ordinaria di compito comunale con la mia pensione.
    Per fortuna che sono invalida al 100×100 altrimenti che mi facevano all’interno del Parco dei Sibillini?
    Mi facevano sbranare da Caprioli e Cinghiali che neppure si vedranno più in quanto cacciati di bracconaggio nelle mie montagne.
    Se i soldi devono finire in questo modo bravo Ministro Brunetta chiuda tutte le risorse statali e mandi anche delle persone a verificare queste opere.
    Sono fiero di servitori dello stato seri e capaci come il nostro Ministro.

  • [...] del parco che vogliono mettere la popolazione contro il governo che ha varato la seguente legge Parco dei Sibillini Preoccupano i tagli | Amandola.com | Il notiziario di Amandola. Portale informat… __________________ Michele [...]

  • 3 Andrea 26 gennaio 2009 alle 15:23

    Signora Orazi tutte le opinioni sono rispettabili.
    Eppure le opinioni espresse senza conoscere i fatti non solo sono poco utili e qualunquistiche ma rischiano di fare una cattiva opera di disinformazione.

    Il rifugio di Rubbiano è l’unico, tra tutti quelli che fanno parte del percorso di 180 km chimato grande via del Parco, che il Parco non ha realizzato direttamente.

    In questo caso, infatti, il Parco ha concesso al Comune di Montefortino il finanziamento per realizzare l’opera.
    Il Comune di Montefortino, ha direttamente eseguito progettazione e lavori.
    Allora la domanda corretta potrebbe essere: Perchè il comune di montefortino, che ha preso i finanziamenti dal Parco ed ha concluso i lavori di ristrutturazione del rifugio non lo apre? Lei lo sa? Provi a chiederlo al sindaco?
    Potrebbe scoprire cose molto interessanti………….

    Se il rifugio fosse stato direttamente ristrutturato dal Parco probabilmente ora sarebbe aperto come gli altri. Contribuendo a sviluppare l’humus economico, che può giovarsi del turismo.

    E’ facile criticare….

    Lei ha un idea di quante persone vengono sui sibillini proprio per il grande Anello e poi si trovano in difficoltà perchè il rifugio è chiuso? Scommetto che è una cifra che neanche può immaginare e sopratutto non immagina quanti ne vengono dall’estero.

    Tutte le opinioni sono lecite. Ci mancherebbe altro, però Brunetta farebbe molto meglio a occuparsi dei veri sprechi…

    Soprattutto i cittadini farebbero bene a scegliersi amministratori che sappiano fare il proprio mestiere e non amici ai quali chieere favori….

    Ciascuno ha ciò che si merita.
    Peccato che in questo caso, come sempre, sia il Parco a farne le spese!!!!

    La saluto

  • 4 Orazi Laurina 21 marzo 2009 alle 12:16

    Gentile Signor Andrea ci mancherebbe altro che le opinioni non fossero rispettabili anche se alla fine ognuno può rimanere della propia idea.

    Riguardo i finanziamenti presi dal Comune di Montefortino io sono del parere che una volta concessi dal Parco bisognava anche vigilare affinche ci si rendava conto di come proseguivano ed eventualmente se si rilevavano delle anomalie come lei ed io rileviamo si doveva segnalare il tutto ad organi superiori compresa la Procura della Repubblica di competenza.

    Guardi la motivazione per la quale ancora non aprono il famoso Rifugio di Rubbiano la posso soltanto sospettare e dedurre attraverso quello che vedo e leggo e sicuramente è qualcosa di vergognoso.

    Al Sindaco è inutile chiedere qualcosa in merito dal momento che neppure sulle cose che riguardano la mia persona si degna di trovare una soluzione meritevole e giusta ed è per questo che non essendo amica di nessuno ne tantomeno schiava di un sistema massonico io da oltre dieci anni mi batto scrivendo e segnalando gli abusi che riscontro in questa ed altre amministrazioni che si sono precedentemente susseguite trascurando completamente questa frazione.

    Per tutte queste situazioni ed altre problematiche che ad oggi provocano solo dei disagi alla mia persona io sono ricorsa anche alla Procura della Repubblica pertanto vedremo come andrà ad evolversi il tutto.

    Le consiglio di rivolgersi anche lei ad organi predisposti se nota ed è in possesso di informazioni utili in merito in quanto è l’unica strada lecita che si può percorrere contro certe angherie.
    Si ricordi VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT.

    In merito alle persone che vengono a visitare il Parco io sono una testimone oculare di quello che avviene i turisti non sanno dove mettere le auto, non trovano il rifugio aperto, non recepiscono nessun servizio igienico,non sono supportati da materiale e persone incaricate che illustrano il Parco pertanto si crea e scatena un turismo di classe b incontrollato che non recevendo dei servizi e delle strutture idonee si riversa su i luoghi come se fosse un FARWEST.

    Saà sig. Andrea chi ci rimette?

    Noi abitanti della Frazione che dobbiamo subire l’enorme polvere che creano le macchine passando sulla strada imbrecciata che qualora fosse asfaltata come dovrebbe essendo una via turistica con un transito smisurato di vetture non accadrebbe nulla.
    E sempre noi che sotto casa non essendoci dei dossi oppure qualcuno che vigila subiamo disagi vedendo sfrecciare auto ad altissime velocità che rischiano di creare danni e pericoli come del resto in passato già è accaduto in quanto diverse vetture sono finete fuori strada fortunatamente non prendendo nessuna persona.
    E nuovamente noi siamo quelli che vanno a raccogliere dai campi vicino casa le zozzurie delle persone che scambiano i luoghi come se fossero latrine.
    Potrei continuare ma sarei retorica e noiosa dico solo che non sono contraria al turismo ben venga ma deve essere supportato e seguito come si deve con servizi necessari.

    Cosi ci rimette soltanto la natura e noi abitanti.

    Se il Parco non vuole rimetterci allora intervenga con i mezzi che le dicevo prima, altrimenti continuiamo a far finta di nulla.

    Se una persona di 87 anni come me si rivolge alla Procura della Repubblica e ad altri organi per cercare di risolvere un pò di queste situazioni figuriamoci se non può farlo il Parco con tutti i suoi amministratori e collaboratori nel pieno delle forze e forti del ruolo istituzionale che ricoprono.

    Non ci si può lamentare se non si prendono le giuste vie ma se si vuole intraprendere la strada giusta allora che si unisca il Parco alle poche persone coraggiose che fanno più di quanto si possa immaginare per ottenere una situazione migliore.

    Ma siamo sicuri che poi fà comodo che queste situazioni vengano fuori?

    Signor Andrea io non sono qualunquista io sono tra le poche persone coraggiose che fanno i fatti per quanto è di loro competenza.

    Cordialmente Orazi Laurina

  • 5 Orazi Laurina 3 aprile 2009 alle 02:05

    Gentile Signor Andrea ci mancherebbe altro che le opinioni non vengano rispettate anche se alla fine ognuno può rimanere della propia idea.

    Riguardo i finanziamenti presi dal Comune di Montefortino io sono del parere che una volta concessi, il Parco doveva vigilare affinche ci si rendesse conto di come proseguivano le lavorazioni e se si rilevavano delle anomalie come lei ed io rileviamo si dovevano segnalare agli organi competenti compresa la Procura della Repubblica.

    Guardi le motivazione per la quali ancora non viene aperto il famoso Rifugio di Rubbiano le posso soltanto ipotizzare e dedurre attraverso quello che vedo e leggo e sicuramente è qualcosa di poco chiaro e vergognoso.

    Al Sindaco è inutile chiedere qualcosa in merito dal momento che neppure sulle cose che riguardano la mia persona si degna a trovare una soluzione meritevole e giusta ed è per questo che non essendo amica di nessuno ne tantomeno schiava di un sistema massonico io da oltre dieci anni mi batto scrivendo e segnalando gli abusi che riscontro in questa ed altre amministrazioni che si sono precedentemente susseguite trascurando completamente questa frazione.

    Per tutte queste situazioni ed altre problematiche che ad oggi provocano solo dei disagi alla mia persona io sono ricorsa perfino alla Procura della Repubblica pertanto vedremo come andrà ad evolversi il tutto.

    Le consiglio di rivolgersi anche lei ad organi predisposti se nota ed è in possesso di informazioni utili in merito in quanto è l’unica strada lecita che si può percorrere contro certe angherie.
    Si ricordi VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT.

    In merito alle persone che vengono a visitare il Parco io sono una testimone oculare di quello che avviene i turisti non sanno dove mettere le auto, cercano ma non trovano il rifugio aperto, non rivevono nessun servizio igienico,non sono supportati da persone incaricate che illustrano il Parco pertanto si crea e si scatena un turismo di classe b incontrollato che non recevendo dei servizi e delle strutture idonee si riversa su i luoghi come se fossero in un FARWEST.

    Saà sig. Andrea chi ci rimette?

    Noi abitanti della Frazione che dobbiamo subire l’enorme polvere che creano le macchine passando sulla strada imbrecciata che qualora fosse asfaltata come dovrebbe essendo una via turistica con un transito smisurato di vetture non accadrebbe nulla.
    E sempre noi che sotto casa non essendoci dei dossi oppure qualcuno che vigila subiamo disagi vedendo sfrecciare auto ad altissime velocità che rischiano di creare danni e pericoli come del resto in passato già è accaduto in quanto diverse vetture sono finete fuori strada fortunatamente non prendendo nessuna persona.
    E nuovamente noi siamo quelli che vanno a raccogliere dai campi vicino casa le zozzurie delle persone che scambiano i luoghi come se fossero latrine.

    Potrei continuare ma sarei retorica e noiosa dico solo che non sono contraria al turismo ben venga ma deve essere supportato e seguito come si deve con servizi necessari.

    Cosi ci rimette soltanto la natura e noi abitanti.

    Se il Parco non vuole rimetterci allora intervenga con i mezzi che le dicevo prima, altrimenti continuiamo a far finta di nulla.

    Se una persona di 87 anni come me si rivolge alla Procura della Repubblica e ad altri organi per cercare di risolvere un pò di queste situazioni figuriamoci se non può farlo il Parco con tutti i suoi amministratori e collaboratori nel pieno delle forze e forti del ruolo istituzionale che ricoprono.

    Non ci si può lamentare se non si prendono le giuste vie ma se si vuole intraprendere la strada giusta allora che si unisca anche il Parco alle poche persone coraggiose che fanno più di quanto si possa immaginare per ottenere una situazione migliore.

    Ma siamo sicuri che poi fà comodo che queste situazioni vengano fuori?

    Signor Andrea io non sono qualunquista io sono tra le poche persone coraggiose che fanno i fatti per quanto è di loro competenza.

    Cordialmente Orazi Laurina

  • 6 orazi laurina 9 maggio 2009 alle 01:01

    vorrei sapere perchè ha cancellato la mia replica al signor andrea per ben due volte?

    che segue i suggerimenti del comune di montefortino oppure del parco che vogliono impedie le mie esternazioni?

    questo è un sito libero?

  • 7 Mauro 2 settembre 2009 alle 18:04

    Che schifo!
    Qui non bisogna mai fare lo scarica barile.
    Chi è il responsabile del rifugio e del suo funzionamento?
    Nome e cognome!!
    Lo si va a trovare, lo si prende per la cravatta e lo si sprona per adempiere ai suoi doveri, i quali, se non ottemperati saranno oggetto di denuncia presso la procura.
    Basta ad additare questo o quello, in Italia manca il senso di responsabilità che ognuno di noi deve riconquistare!!!!!!!
    Signora Laurina la informo che BRUNETTA prima di tagliare i fondi, anche ad enti inutili, prima di tutto deve togliere gli stipendi a quei mafiosi di parlamentari nullafacenti, corrotti e ladri come lui e poi pensare ai tagli al paese.

  • 8 orazi laurina 3 febbraio 2010 alle 10:07

    le faccio presente che personalmente ho fatto due denunce le quali sono in atto

    quanti cittadini di questo territorio si sono imbattuti in una causa civile e penale per far ottemperare il diritto?

  • 9 orazi laurina 3 febbraio 2010 alle 10:08

    riguardo il responsabile del rifugio sapra meglio di me che è il comune di montefortino che ad oggi tiene ancora chiusa la struttura

  • 10 Valerio 19 maggio 2010 alle 19:09

    mi intrufolo nella vostra conversazione, c’è da sperare in qualcosa di buono, a riguardo, con la nuova amministrazione comunale?????
    lo spero vivamente…anche perchè i centinaia di turisti che come me amano quel luogo stanchi della piacevole passeggiata, hanno difficoltà nel trovare un punto di ristoro.

  • 11 Mauro 20 febbraio 2011 alle 13:35

    MI SEMBRA CHE LA SITUAZIONE NON SIA MIGLIORATA A RUBBIANO
    VI POSTO DUE ARTICOLI USCITI IERI SUL CORRIERE ADRIATICO

    Abitazioni a rischio crolli E i soccorsi non passano
    “Ma all’Ambro le strade sono percorribili”

    Montefortino “Nella zona del santuario della Madonna dell’Ambro le strade sono asfaltate e i servizi non mancano, mentre a Rubbiano fatica a fare manovra pure l’ambulanza quando è chiamata per i servizi di soccorso ed assistenza degli anziani”.

    I residenti della frazione di Montefortino si contano probabilmente sulle dita di una mano ma non per questo devono essere dimenticati dall’Amministrazione e dall’Ente Parco. In una lettera, una ultraottantenne fa notare che più volte ha segnalato le condizioni di disagio al Comune: “A Rubbiamo poi, nel periodo estivo, c’è un clima di anarchia, con le automobilisti che viaggiano a velocità elevate e non parcheggiano negli spazi consentiti”. E se i servizi igienici non ci sono, non è spesso facile mantenersi nei canoni dell’educazione “con i turisti che non sanno dove poter espletare i propri bisogni” e ricorrono ai nascondigli che la natura offre.

    Se Montefortino ed il Parco nazionale dei Sibillini vogliono schiacciare il piede dell’acceleratore sul rilancio della propria zona, dunque, non possono chiudere gli occhi davanti all’evidenza.

    Il desolante quadretto è completato anche dall’evidente rischio di crolli di una manciata di abitazioni apparentemente abbandonate. I fabbricati sono pericolosi, circondati dove c’è stata clemenza da recinzioni rosse per segnalarne i pericoli. Visto che si trovano lungo il percorso che conduce alla Gola dell’Infernaccio, la messa in sicurezza degli stessi è tra le priorità. Per i piccoli è facile avvicinarsi agli stessi ruderi e scavalcarli. Non è proprio il caso che oltre al mesto volto dell’abbandono possa anche esserci quello beffardo del dramma.

    Rubbiano, il paese del degrado
    “Buche ovunque, niente asfalto né servizi igienici: è qui che si parte per l’Infernaccio”

    Montefortino Era la strada di un passaggio storico: quello conduceva in antichità i viandanti verso Roma. A Rubbiano di Montefortino ne approfittavano per una sosta poi allungavano per quel sentieri che penetrano nell’incantevole Parco dei Sibillini. Scenari d’altri tempi, coperti da un velo di leggenda, che s’avverte ancora come magia quando ci s’avventura a piedi per la Gola dell’Infernaccio. Le cartine degli amanti dell’escursionismo definiscono l’itinerario che puo’ svilupparsi come un percorso “facile ed appagante”: due ore circa per il tratto meno arduo, con la possibilità di voltare per la sorgente del fiume Tenna (Capotenna) e l’eremo di San Leonardo. Ma prima del tuffo nel paradiso naturalistico c’è il purgatorio del nostro mondo. A Rubbiano, dove i consigli vogliono si lasci la macchina per inforcare gli scarponi, non si arriva sul velluto. La strada asfaltata sale verso Montemonaco e l’Isola di San Biagio. Stop. Fermi lì.

    Per Rubbiano ci vorrebbe il fuoristrada o, quanto meno, un 4X4 per evitare di immolare le sospensioni del proprio mezzo nelle prime buche. Il percorso per raggiungere la frazioncina è impervio. Eppure chi vuole scoprire il territorio deve pur farlo, non può certo lasciare l’auto dietro i tornanti. Sarebbe da contravvenzione. E poi i cartelli stradali sono chiari: c’è la cartina che indica lo spazio per la sosta. Già, ma come arrivarci senza rovinare il “baffo” dell’auto? Discese e canalette non stanno affatto messe bene ma ci si prova lo stesso. A “passo di cammello” eccoci a destinazione.

    La prima impressione che si ha è che ci si trovi in una rimessa abbandonata, con l’erba che è cresciuta rigogliosa, le gibbosità del fondo e i lampioni dell’illuminazione pubblica spaccati. Lasciamo l’auto e facciamo come tutti: andiamo a piedi. Una fortuna. In paese non c’è traccia d’asfalto né di residenti. C’è chi torna quotidianamente per curare animali di cortile poi se ne va. Che strano. Eppure le possibilità per costruire strutture direttive potrebbero esserci. E difatti le lamentele non mancano. Andrea e Marco, due giovani romani che passano di lì, dicono: “Dobbiamo portare tutto noi mentre alla base di altri percorsi escursionistici un bar o un bagno pubblico lo trovi sempre – aggiungono – . Quando veniamo da queste parti siamo costretti a fare di necessità virtù. Alla fine lo facciamo lo stesso, però…”, e allargano le braccia, sorridendo amaro. Rubbiano si presenta semideserta. Eppure, per storia e potenzialità turistiche, non è il nulla assoluto. Meriterebbe rispetto. “Qualcosa il più di tante promesse sotto le campagne elettorali – spiega una anziana del posto – . Non è solo la pavimentazione che manca. Le scarpate sono pericolose, le fognature non idonee e gli interventi di manutenzione non sono efficaci”. C’è tanto da fare, insomma, e il messaggio che ne viene fuori è chiaro. Dai tempi dell’antica Roma ad oggi sembra non sia cambiato poi molto.

    Claudio Romanucci

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