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L’ospedale di Amandola é a rischio


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Si teme la trasformazione in un ricovero per anziani. Dibattito al cinema Europa AMANDOLA “ Tutti d’accordo, giovedì sera, per il passaggio dell’ospedale di Amandola sotto l’egida dell’area vasta di Fermo. Tutti d’accordo anche sul potenziamento della struttura sanitaria della montagna, l’unico presidio sanitario rimasto su tutto il territorio compreso tra Ascoli e Camerino, come ha dichiarato, nella circostanza, il sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio. Tutti d’accordo, infine, nel condannare la delibera della Regione Marche che prevede di trasformare l’ospedale di Amandola in una Casa della Salute: qualcosa, cioé, molto simile ad un ricovero per anziani e per disabili che, piuttosto, a un nosocomio parificato alle altre strutture sanitarie regionali.Peccato, perà, che, al dibattito organizzato giovedì sera, presso il cinema Europa di Amandola, fossero assenti “ chi per un motivo, chi per un altro “ i principali interlocutori istituzionali dei promotori dell’incontro. All’appello lanciato dal presidente del Comitato spontaneo per la sanità fermana, Riccardo Alocco, hanno risposto presente soltanto i rappresentanti fermani, i consiglieri regionali eletti nel territorio della Provincia di Fermo, Graziella Ciriaci e Franca Romagnoli, ed una nutrita delegazione di amandolesi, decisi a difendere con le unghie e con i denti il mantenimento dell’ospedale di Amandola, da ricongiungere, secondo i suoi naturali confini, con l’area vasta di Fermo, ma non amministratori regionali e ascolani.Nessuna difficoltà , quindi, per gli intervenuti, a ritrovarsi tutti d’accordo attorno ad un tema considerato di estrema importanza, alla luce soprattutto dei tagli e dei ridimensionamenti a cui sono state sottoposte le strutture sanitarie di Montegiorgio, Sant’Elpidio e Porto San Giorgio. Piccolo giallo sulla mancata presenza del sindaco di Amandola, Riccardo Treggiari che, sebbene abbia disertato l’incontro, si é detto “ per bocca del presidente del Comitato spontaneo per la sanità fermana, Riccardo Alocco “ d’accordo con il programma e con le intenzioni palesate dai sindaci del fermano. Assente, poi, l’intera compagine regionale che, altrimenti, sarebbe stata forse tenuta a fornire le motivazioni poste alla base del progetto di trasformazione dell’ospedale in una Casa della Salute. Assente, infine, anche il Direttore della Zona territoriale 11 di Fermo, Mario Forti che, sempre per bocca del presidente Alocco, avrebbe giudicata prematura la discussione sulla sanità fermana, non essendone stato ancora approvato il budget. Oltre a rivendicare l’immediato accorpamento tanto dei sei comuni dell’entroterra (compreso Amandola) che dei due del litorale (Pedaso e Campofilone) nell’area vasta di Fermo (essi, infatti, gravitano ancora nell’orbita dell’area vasta di Ascoli), il sindaco Di Ruscio ha chiesto che venga colmato immediatamente il deficit di risorse, di trasferimenti e di posti letto di cui soffre da tempo la sanità fermana, specie nei confronti delle altre strutture sanitarie, come Ancona e Pesaro.Per questa ragione abbiamo fatto di tutto per ottenere il riconoscimento della Provincia di Fermo “ ha poi spiegato il sindaco di Montegranaro, Basso “ noi produciamo ricchezza e paghiamo le tasse: cià nonostante lo Stato e la Provincia di Ascoli ci hanno troppo spesso dimenticato, sia per le infrastrutture viarie che per la sanità . Vogliamo creare non un carrozzone ma un nuovo ente che ci possa permettere di farci sentire a livello istituzionale.PAOLO CLERICI, corriere adriatico

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Inserito da Redazione Amandola.com il 24-05-2008

COMMENTI

1 Commento all'articolo.
  • 1 cristiano massafranca 4 gennaio 2010 alle 18:19

    Perchè chiudere un’importante centro ospedaliero utile per molte persone (cittadini e non)?
    Sono di Milano e nell’estate del 1997 mi trovavo a Montefortino per turismo. La sera della vigilia di ferragosto mio padre fu colto da malore. Subito ci indicarono questo ospedale dove ci recammo immediatamente. Era stato colpito da un’infarto. Grazie all’opera ed alla dedizione di tutto il personale di turno quella sera, mio padre oggi è ancora vivo e non potrmmo dimenticare mai quanto questa struttura sia stata fondamentale ma soprattutto vitale.

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