«Zuccatelli stia zitto!»
AMANDOLA — Il super manager alla sanità regionale Zuccatelli, in un convegno svoltosi ad Ancona, ha parlato del deficit della Regione, che ammonta a circa 350 miliardi di lire. In un passaggio del suo discorso, è stato tirato in ballo l'ospedale di Amandola: “E' possibile che con una popolazione di 1.460.000 abitanti ci siano trenta ospedali nelle Marche? Alzi la mano chi sceglierebbe di far partorire la propria compagna nell'ospedale di Amandola!”. Un'affermazione che ha mandato su tutte le furie il direttivo del locale Comitato che da mesi si batte per far vivere il nosocomio montano. E' furioso il presidente Enrico Gasparri: “Nel nostro ospedale sono nate le nostre famiglie e quelle dei Comuni limitrofi, ed è nostra intenzione farci nascere anche i nipoti. A testimonianza di ciò ci sono 16.000 firme che ci sostengono: sono di persone pronte a ricordarsene quando andranno al voto! L'ospedale di Amandola è stato costruito un secolo fa con i lasciti dei nostri antenati. Non mai è gravato sul bilancio regionale; anzi, fino a quando è stato gestito da gente del luogo, i conti erano in attivo. Da quando una certa classe politica ha deciso di affidare la sanità ai manager, registriamo deficit paurosi: come mai?”. Gasparri è un fiume in piena: “Con quelle frasi, Zuccatelli ha denigrato l'intero ospedale di Amandola. Lo invitiamo a venire di persona ad Amandola: che visiti l'ospedale, che percorra le nostre strade per rendersi conto della difficoltà per la nostra gente a raggiungere i servizi sanitari, soprattutto in questi giorni che il ghiaccio e la neve rendono il fondo stradale molto pericoloso. I malati di questa fascia di territorio, per certi aspetti dimenticata, secondo il super manager dovrebbero recarsi all'ospedale di Ascoli, mentre proprio in questi giorni i medici del capoluogo di provincia che dovevano effettuare visite ambulatoriali ad Amandola, sono rimasti a casa a causa della neve! Nessuno si permetta di toccare un solo mattone del nostro ospedale altrimenti lo gestiremo da soli, come hanno fatto i nostri padri per decenni!” f.p.
















































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