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Una grotta sbarrata dai divieti


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Una grotta sbarrata dai divieti MONTEMONACO — Tutto il sottosuolo del nostro bel pianeta, compreso quello di numerose metropoli, è bucato come una gruviera, e la nostra regione non fa eccezione con le sue più famose grotte di Frasassi e i mille anfratti dall'accesso riservato ai soli speleologi. Ma il nostro intenso traffico sotterraneo comprende una zona franca, il Monte Sibilla, sulla cui cima si apriva anticamente l'ingresso di un antro d'altura, mitico accesso al regno della Signora della montagna, e tanto rinomato da superare nella letteratura medioevale la fama di quello della Sibilla Cumana. Una grotta appenninica su cui ancora vige, nell'era tecnologica della grandi navigazioni in rete, il più assurdo dei divieti di transito: archeologico e speleologico! Stranamente quello soltanto, deliberato non si capisce da chi, e perpetuato col benestare noncurante delle varie amministrazioni locali da quando negli anni '80 del '900 un tentativo d'ispezione maldestramente condotto ha fatto sì che la volta del vestibolo subisse un ulteriore crollo. Ma un divieto d'accesso non viene di contro esteso ai numerosi escursionisti, scolaresche e Scout compresi. Pertanto, chi s'inerpica fino a quota 2150 attratto dalla fama dello storico sito, oltre a godersi il più spettacolare panorama del Parco Nazionale dei M.ti Sibillini, può ammirare lo scempio di un cumulo di macerie frammiste a travi, ferraglia arrugginita, filo spinato e altri detriti, correndo gli stessi rischi di un pic—nic in una discarica abusiva. Eppure questa grotta è stata da sempre contesa da tutti i Comuni e le Province limitrofe e dalle varie Comunità Montane, per poi essere cooptata dall'Ente Parco e svenduta, da tutti, come specchio per le allodole sul mercato del turismo mordi e fuggi. Più fuggi che mordi, in verità, per chi non sia vaccinato contro il tetano e contro i fautori di una politica ambientale esclusivamente salottiera che con la scusa di non violentare l'ecosistema di quest'area protetta (si fa per dire!), finisce con l'offendere la decenza e la dignità storica di quest'ameno luogo. Neanche l'impegno culturale e la risonanza data da più di tre anni da Progetto Elissa alle tematiche storico—antropologiche connesse alla Sibilla Appenninica sono riusciti a richiamare l'attenzione degli Enti preposti al recupero e alla tutela di un così inestimabile patrimonio culturale e ambientale. Ma proprio da Montemonaco, nel cui territorio amministrativo la grotta è ubicata, solidali il Sindaco Vittorio Sansonetti e la cittadinanza tutta, è partita la protesta popolare di cui Anna Maria Piscitelli, Antonio Capponi, Marco Carobbi, Battista Mazzarelli, padre Virgilio Botticelli, Pino Antonini e Giuseppe Marini, appassionati della montagna e cultori delle sue più autentiche tradizioni, si sono fatti interpreti in modo costruttivo, costituendo il Comitato Grotta della Sibilla Appenninica e avviando — già dallo scorso mese di Marzo — una campagna di sottoscrizione di firme legali per creare un movimento d'adesione e sostegno popolare agli scopi del Comitato. Il Programma, ufficializzato e letto alla presenza delle autorità regionali, provinciali e locali lo scorso 20 marzo dal Segretario del Comitato Antonio Capponi presso l'auditorium Carisap di Amandola durante una manifestazione culturale, si articola in più fasi e si propone: 1) la promozione del Sito, 2) il reperimento di Sponsor e finanziamenti pubblici e privati per procedere al suo recupero sostenibile, 3) l'indagine speleologica e archeologica atta a datarlo e far emergere eventuali reperti che ne attestino l'epoca di frequentazione e lo restituiscano alla Storia. Il complesso progetto sarà affidato a un Comitato Scientifico formato da storici, antropologi, geologi, archeologi, tecnici e ambientalisti, per poi essere sottoposto agli Enti territoriali e alla Sovrintendenza Archeologica. Già il Comitato, a cinque mesi dalla sua costituzione, ha raccolto quasi un migliaio di adesioni morali e annoverato fra i soci sostenitori e finanziatori, oltre a numerosi abitanti dei Comuni montani e pedemontani richiamati ad essere attivi protagonisti dell'iniziativa, personalità del mondo della cultura e della scienza a livello nazionale. INIZIO PAGINA

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Inserito da Redazione Amandola.com il 17-08-2000

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