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«Una cicogna part time in ospedale? No grazie»


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AMANDOLA Il comitato scettico sulla Casa della maternità. Gasparri: «Occorre immediatamente un tavolo tecnico per capire i dettagli di quel progetto» «Una cicogna part time in ospedale? No grazie» AMANDOLA — «La notizia dell’apertura di una ‘Casa della maternità’ ci fa solamente piacere. Forse un minimo merito può essere attribuito al comitato cittadino che, a suo tempo, sollecitò il consigliere regionale Guido Castelli a presentare una proposta proprio in merito all’istituzione di tale servizio sanitario». E’ la prima reazione del comitato «Pro Ospedale di Amandola» all’intesa politica raggiunta per il potenziamento del nosocomio montano. «Il nuovo progetto prevede una ‘Casa della maternità’ addirittura di 310 metri quadrati — sottolinea il presidente Enrico Gasparri —. Speriamo che non sia frutto di demagogia, vista la prossima scadenza elettorale, e comunque sarà necessaria la presenza di un pediatra e di un ginecologo nelle 24 ore, altrimenti sarà una… cicogna part time. E ciò non è proprio quello che volevamo. Speriamo che per l’apertura della ‘Casa della maternità’ non si aspetti la fine dei lavori della Rsa perché, in questo caso, sarebbe una vera delusione. Per ora apprezziamo la disponibilità dell’assessore regionale Luciano Agostini e degli altri assessori come Ugo Ascoli, ma ciò che non si riesce a capire è il motivo per cui qualche mese fa l’assessore regionale Augusto Melappioni abbia detto: ‘nei piccoli ospedali non si potrà più nascere’. Una marcia indietro? Cosa avrà fatto cambiare idea alla classe politica regionale, che una decina di giorni fa presentò una proposta per «Il centro per la salute dei Monti Sibillini» dove non era prevista la ‘Casa della maternità’?».Il comitato non scenderà «in inutili polemiche». «L’importante — prosegue Gasparri — è analizzare questo nuovo progetto per capirne nei dettagli la funzionalità. Sarebbe auspicabile formare un tavolo tecnico, con medici dell’ospedale, sindaci, rappresentanti del comitato, come del resto avviene a Novafeltria (sede di altro ospedale montano). E i due tavoli tecnici di Amandola e Novafeltria potrebbero incontrarsi e stilare un progetto definitivo che coinvolga le due realtà. Sarebbe auspicabile che la Regione Marche discuta con urgenza in consiglio regionale la proposta presentata da Castelli a proposito degli ospedali di montagna, in modo di dare una certezza definitiva all’ospedale dei Sibillini».f.p.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 26-03-2004

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