Un’unica sala parto virtuale
L’obiettivo è la qualità “Oggi è possibile prevenire le malattie del neonato e far venire alla luce piccoli al di sotto dei 500 grammi” Verso una struttura a rete. “Si cerca di collegare tutti i settori dell’assistenza” “Un’unica sala parto virtuale” Il direttore generale dell’Asur Claudio Maffei illustra il piano di riordino Tra i dirigenti regionali che seguono i problemi pediatrici abbiamo chiesto a Claudio Maffei (nella foto a destra), Direttore Generale dell’Agenzia sanitaria regionale, di delinearci l’attuale situazione nelle Marche dei punti nascita. “La proposta di riordino - ha spiegato il Dottor Maffei - prevede il mantenimento dei punti nascita nei soli ospedali di rete indipendentemente dai punti nascita stessi fatta eccezione per quanto concerne le Marche, delle case di cura di Villa Igea di Ancona e Stella Maris di San Benedetto. Ad Amandola e Novafeltria invece è ipotizzata l’apertura di due case della maternità per le gravidanze fisiologiche”. “Di regola quindi - ha proseguito il dottore Maffei - i punti nascita, cioè quei punti che prevedono all’interno dell’ospedale un ‘attività di assistenza al parto in regime di ricovero, sono rappresentati dagli ospedali cosiddetti di rete, ma esistono eccezioni come il polo di Recanati dove da sempre è attivo un punto nascita (che ha un livello di attività molto elevato)”. Ci sono due percorsi, uno per la madre ed uno per il bambino. “La donna - ha aggiunto Maffei - deve compiere delle scelte in funzione del rischio del neonato”. Ed ecco la parte da primattore riservata al fiore all’occhiello della sanità regionale, l’ospedale specialistico del capoluogo. Il terzo livello è infatti rappresentato dall’ospedale Salesi di Ancona in cui un ruolo fondamentale è svolto dalla neonatologia per neonati con gravi problemi. “Nella proposta di riordino dell’assetto ospedaliero - ha anche detto Maffei - sono previsti dei punti di secondo livello per l’assistenza intensiva come Pesaro, Ascoli e Macerata che nella pratica sono operativi già da tempo. Si cerca di organizzarsi in tutti i settori dell’assistenza e di creare una rete per collegare tutti i punti nascita in modo tale che a seconda della complessità dei problemi ci si rivolga ai centri di primo, secondo o terzo livello. In pratica, è come si ci fosse un’unica sala parto virtuale, un unico ambiente professionale dove secondo la gravità della situazione, ci si rivolge al punto specifico”. Corre la scienza, e quella medica non fa ovviamente eccezione. Così oggi si cerca di garantire la possibilità di avere figli anche a donne alle quali per motivi di età prima veniva sconsigliato di averne. E ci si rissce.“L’organizzazione attuale dell’assistenza - ha affermato ancora Maffei - permette di prevenire le malattie del neonato ed è possibile anche far nascere bambini al di sotto dei 500 grammi. Quando questi bambini riescono a sopravvivere, possono poi essere assistiti in strutture di diverso livello come l’assistenza intensiva, semi-intensiva o post-intensiva”. La degenza media del bambino dopo un parto fisiologico è di 3,4 giorni. “Ci sono regioni - ha concluso il direttore Maffei - che riescono a concentrare i punti nascita in modo che dove c’e’ un punto nascita c’è anche la pediatria e così i costi diminuiscono notevolmente”.
















































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