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Tutti lo attendono per l’incontro del Lion’s


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di Fabio PaciSi è aperto un caso ad Amandola, nel cuore dei monti Sibillini, per l’assenza dell’assessore regionale alla Sanità Augusto Melappioni al dibattito organizzato dal Lions Club e incentrato sulla storia e sul futuro del locale ospedale «Vittorio Emanuele II». Melappioni non era solo uno degli ospiti: era il primo relatore! Data e orario dell’incontro erano stati scelti un mese prima proprio dal politico diessino; e sulle sue scelte, il Lions Club aveva movimentato il mondo istituzionale, civile e ospedaliero dell’area montana. Il forfait, Melappioni lo ha comunicato il giorno stesso del dibattito: un telegramma per spiegare che «per motivi di famiglia e istituzionali» non avrebbe potuto presenziare all’appuntamento. Ma c’è un dato di fatto: il giorno prima del convegno, Melappioni aveva avuto contatti con gli organizzatori, lamentando che temeva atti ostili nei suoi confronti. Atti ostili? A detta dell’assessore, da informazioni avute dalla Digos e da rappresentanti politici del luogo, il comitato cittadino che si batte, da oltre un anno, per la sopravvivenza del nosocomio montano, era seriamente intenzionato a mettere in piedi una manifestazione di protesta contro Melappioni, con lancio di ortaggi e pomodori. Motivo? Sedici mesi fa il «Vittorio Emanuele II» ha perso il reparto di ostetricia-ginecologia (dopo un secolo, ad Amandola non si potrà più nascere!) e attualmente è in atto una lenta agonia che riguarda posti letto e servizi. E la gente del luogo è assai arrabbiata. Stando a queste considerazioni, visto il clima battagliero che si respira ad Amandola e nella fascia montana, Melappioni temeva qualcosa… E difatti all’incontro sulla sanità ha dato forfait. Ora provate ad immaginare la scena: sala Carisap stracolma di cittadini, politici e sindaci schierati da una parte, medici ospedalieri dall’altra; tutto pronto per accogliere Melappioni (senza, dunque, lancio di pomodori). Preparativi vani, perché dell’assessore neppure l’ombra. Il comitato cittadino ‘Pro Ospedale’ alla vigilia aveva assicurato al comandante della caserma dei carabinieri che nessuna protesta sarebbe stata effettuata. Di che cosa aveva paura allora Melappioni? Di confrontarsi con una realtà che da sempre si sente figliastra della Regione, in questo caso matrigna.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 16-11-2003

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