Spedita la petizione
AMANDOLA – Il comitato per la salvaguardia della montagna, la cui attività ha portato alla raccolta di ben 14.000 firme di cittadini che vogliono tenere in vita l'ospedale montano, ha trasmesso un dettagliato documento ai presidenti della Regione (D'Ambrosio) e del Consiglio regionale (Minardi) nel quale si invitano i politici a non tagliare i servizi del nosocomio. «Le nostre richieste sono sacrosante — ci dice Enrico Gasparri, presidente del comitato —. Innanzitutto, chiediamo che nella stesura definitiva del Piano sanitario regionale siano dati massima considerazione e particolare sostegno alle esigenze sanitarie degli abitanti dei centri dei Sibillini (piceni e maceratesi) e delle numerose frazioni rurali, prima che queste (ancora, e per fortuna, non del tutto abbandonate dai più tenaci) si trasformino in villaggi-fantasma. Gli abitanti di questi territori hanno per un secolo considerato il vicino nosocomio 'Vittorio Emanuele II' di Amandola il loro ospedale ed il loro rassicurante presidio sanitario dove, tra l'altro, si ricovera numerosi cittadini provenienti anche da altri comprensori, tanto da far registrare una soddisfacente mobilità attiva. «D'altra parte, non si può continuare a dire che la montagna merita ogni attenzione al fine di incrementarne lo sviluppo economico e frenarne lo spopolamento, e nello stesso tempo depotenziare una risorsa fondamentale e vitale come l'ospedale dei Sibillini, il quale ormai fa parte integrante della storia, non solo sociale e civile, di tutto il territorio montano». Il comitato spera che l'azione riscuota interesse. «Anche a motivo dell'isolamento dell'entroterra – sottolinea Gasparri – chiediamo, in particolare, che le gestanti possano normalmente partorire ad Amandola, come avviene, a tutt'oggi, nel nosocomio di Novafeltria, che ha le stesse riconosciute peculiarità di Amandola; anzi, semmai quelle della cittadina dei Sibillini risultano ancora più accentuate, a motivo di una più aspra montuosità territoriale ed una viabilità (direzione Ascoli Piceno) più lunga e disagevole, specie nel periodo invernale. Auspichiamo vivamente l'accoglimento delle nostre richieste, perché sarebbe veramente inconcepibile respingerle per ottenere un risparmio finanziario tutto sommato modesto. La pazienza dei montanari non è senza fondo». di Fabio Paci
















































COMMENTI