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Sos dei Sindaci contro l’estinzione.


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A qualcuno dei ventitrè Comuni che rischiano di «morire» sono stati tagliati i fondi: la Regione li considera opulentiSos dei sindaci contro l’«estinzione»Allarme e polemiche per lo studio di Legambiente e Confcommercio di DIANA MARILUNGO«Sono indignato e mi sto attivando per accertarmi con quali criteri è stato fatto il sondaggio». Parole di Achille Maccaferro, sindaco di Petritoli, dopo che il suo Comune insieme ad altri 22 del Piceno e a molti del Fermano (quasi tutti della Vallata dell’Aso) è stato inserito nella mappa del “disagio insediativo” ovvero di quei centri destinati a “morire”, presentato l’altro ieri a Roma dal Cresme su commissione di Legambiente e Confcommercio. «Come cittadino voglio andare fino in fondo alla faccenda, perché è intollerabile quello che sta accadendo. Da una parte la Regione Marche e con essa gli altri enti (compresa la provincia di Ascoli, ndr)) escludono Petritoli dall’Obiettivo 2 (ex 5B,ndr) perché non ha bisogno di finanziamenti in quanto viene considerato una città in pieno sviluppo, dall’altra -prosegue Maccaferro- il Cresme lo relega in una classifica tra i Paesi che debbono scomparire. Allora le cose sono due: o la Regione Marche alla luce di quest’ultima novità, torna indietro, fa le scuse e ci riammette ai finanziamenti, oppure si sbaglia il Cresme. Ho anche una curiosità in proposito: dove sono stati presi i dati per stilare la classifica dei Comuni che debbono scomparire. Per quanto ci riguarda, a Petritoli (ha 2600 abitanti circa) c’è la sede di un Ufficio Postale, ci sono le agenzie di due banche (Carifermo e Banca Popolare di Ancona), c’è un Distretto sanitario che è uno dei pochi in attivo (è l’unico nelle Marche creato a cavallo tra due Asl, quella fermana e quella sambenedettese ed eroga molti servizi con tempi di attesa minimi). Abbiamo le scuole materne, elementari e siamo stati costretti ad aggiungere una classe alla locale scuola media. Abbiamo un Istituto superiore (Agraria) con due classi. Inoltre nel nostro territorio si stanno insediando diverse aziende. Mi chiedo, allora se questi continui sondaggi siano rispondenti alle realtà che vogliono fotografare!». Una fotografia venuta male secondo molti dei primi cittadini Tra questi Gabriella Remia, giovane sindaco di Montelparo. Il paese noto per il suo convento agostiniano ha 960 abitanti, un’Ufficio Postale, una banca e altre strutture primarie. «Abbiamo realtà turistiche che hanno presenze da marzo ad ottobre (il riferimento è al complesso delle Ginestre, uno delle poche strutture che accoglie tutto l’anno tantissimi turisti provenienti dall’Europa centrale-ndr) -afferma Gabriella Remia- il nostro come altre cittadine dell’entroterra andrebbe un tantino riqualificato. A mancare sono soprattutto le infrastrutture viarie. Noi abbiamo una fortissima domanda abitativa, c’è gente, cioè, che vorrebbe venire ad abitare a Montelparo e che non lo può fare perché non abbiamo case. Per questo stiamo decidendo di costruirne alcune. E’ necessario -prosegue Gabriella Remia- salvaguardare l’interno, perché così si salvaguarda la costa e molti ancora non l’hanno capito. La politica deve puntare su questo concetto. Rendere più vivibili i territori interni significa anche aiutare a far vivere meglio l’intero ecosistema». «Ma chi ha eseguito questo studio saprà dove è situato Ortezzano?» si chiede il sindaco della città, Gaetano Agostini. Ortezzano ha 840 abitanti, un Istituto di credito (la Banca di credito Cooperativo Piceno), un Ufficio Postale, la sede della scuola media (che divide con Montelparo e Monterinaldo) e quella della elementare (vi sono anche gli alunni di Monterinaldo). «Io credo si stia esagerando -prosegue Agostini- per mettere in difficoltà i piccoli Comuni. E’ ora che si finisca di pensare alla megalopoli come modello abitativo. Ci si è mai chiesto quanto costa allo Stato un cittadino di Milano o Roma? Sempre più di uno di Ortezzano che paga la Bucalossi più di un abitante di S. Benedetto del Tronto. E’ necessario, dunque, che lo Stato incentivi, invece, realtà come la nostra dove la qualità della vita è alta. E poi si debbono mettere d’accordo. Secondo i dati forniti dall’Istat, l’anno scorso, Ortezzano figura tra i centri più ricchi. In effetti il Governo centrale sta mettendo le piccole città -dice ancora Agostini- con l’acqua alla gola restringendo sempre più i finanziamenti erogati agli enti locali».

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Inserito da Redazione Amandola.com il 13-10-2000

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