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Sesso con minorenni, il cerchio si stringe


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Sono sorti grossi problemi per trovare celle di isolamento per gli indiani arrestati che rischiano tantodurante la detenzione in carcere Possibili sviluppi dell’inchiesta nelle prossime ore: qualcun altro potrebbe aver abusato delle tre sorelle ASCOLI – «Non li vogliamo». Per chi é accusato di reati gravi quali la pedofilia o la violenza sessuale su minori l’inferno non comincia con le manette ma con la detenzione in carcere. E’ una specie di codice d’onore che ha giurisdizione nelle carceri che non fa sconti a chi commette reati su ragazzini. E la reclusione per chi li commette potrebbe diventare un incubo… Ecco perché grosse difficoltà  hanno incontrato i carabinieri di Ascoli per trovare una sistemazione in carcere ai sei dei sette indiani arrestati ad Amandola per aver abusato sessualmente di una ragazza macedone di 16 anni. Quando gli indiani sono stati condotti nella casa circondariale di Marino del Tronto hanno dovuto constatare che per loro non c’era la disponibilità  di sei celle isolate come prevede il regolamento.I reati a sfondo sessuale, soprattutto se vedono coinvolti ragazzi o ragazze minorenni, rappresentano un grosso problema in quanto la legge impone che i presunti rei vengano tenuti in isolamento per motivi di sicurezza personale in quanto la popolazione carceraria non tollera questo tipo di azione criminale. Pertanto solo due dei sei arrestati si trovano attualmente rinchiusi nel carcere di Marino del Tronto. Gli altri sono stati trasferiti presso le case circondariali di Pesaro, Fermo, Camerino e Teramo. Il settimo indiano si trova invece recluso a Mantova. Da qualche settimana si era allontanato da Amandola in quanto, non essendo munito del regolare permesso di soggiorno, era costretto a girovagare da un posto all’altro.A Gonzaga aveva trovato un impiego presso un allevamento di bestiame grazie all’interessamento da parte di alcuni connazionali che già  lavorano nella stessa azienda agricola. Tra oggi e domani gli arrestati compariranno davanti al Gip Gianfelice per la convalida dell’arresto e per essere ascoltati sulla squallida vicenda. I reati di cui sono accusati (violenza sessuale aggravata, violenza sessuale continuata aggravata di gruppo, induzione alla prostituzione minorile, atti sessuali con ragazze minorenni, ndr) riguardano soltanto una delle tre sorelle macedoni, la più grande di sedici anni. In diverse circostanze i sette extracomunitari hanno prelevato la ragazza e, dopo averla condotta in macchina in un casolare isolato della campagna amandolese, avrebbero compiuto violenza sessuale, anche di gruppo, con la giovane. Sembrerebbe che per tali rapporti sessuali gli indiani dessero un piccolo compenso alla ragazza ma é una circostanza assolutamente da chiarire in fase dibattimentale. Non risulterebbe al momento che le sorelle di 14 e 8 anni abbiano preso parte a questi squallidi incontri sessuali. Ma l’inchiesta (denominata Baby Zek), che ha preso il via nove mesi faquando venne arrestato un amandolese di 69 anni e successivamente lo zio delle tre ragazze e due macedoni che avevano abusato delle minori non é ancora giunta a conclusione. I carabinieri stano raccogliendo ulteriori elementi che potrebbero portare all’arresto di altre persone. Oltre alle rivelazioni delle tre sorelle, indispensabili per stabilire le responsabilità  delle 11 persone finora arrestate, qualche altra persona del posto ha contribuito con circostanziate testimonianze a definire i contorni della vicenda.La cosa che non é ben chiara é come mai i componenti della famiglia non si siano accorti di cià che le tre ragazze facevano dal momento in cui uscivano di casa fino al rientro. In molte circostanze le loro assenze si verificano di notte. Infatti, nella motivazione del primo arresto in cui venne coinvolto un uomo di 69 anni si legge che dopo cena l’anziano si recava a prendere le tre sorelline dopo cena e le portava a spasso con la sua auto per poi approfittarne per compiere atti a sfondo sessuale. Insomma il puzzle della vicenda non é ancora del tutto completo e potrebbero emergere altri inquietanti particolari che potrebbero coinvolgere altri residente dei Sibillini.SANDRO CONTI, corriere adriatico

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Inserito da Redazione Amandola.com il 24-09-2007

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