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Scout salvati sui Sibillini


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MALTEMPOTrentacinque ragazzini di Azione Cattolica in balìa di pioggia e fortissime raffiche di vento Scout salvati sui Sibillini ASCOLI — Fortissime raffiche di vento. E poi acqua a catinelle. Un vero e proprio fortunale, insomma, quello che si è abbattuto ieri mattina sulla fascia montana dell’Ascolano. Un’ondata di maltempo che, per un gruppo di scout e una famiglia in gita, si è trasformata ben presto in una domenica di paura.L’allarme è scattato la prima volta attorno alle 7 a Foce di Montemonaco, nel cuore dei Sibillini. Il campo allestito dai 35 ragazzi — di età compresa tra i 14 e i 16 anni, seguiti da quattro accompagnatori —, tutti appartenenti all’Azione cattolica «Sacro Cuore» di Terlizzi in provincia di Bari, è stato infatti travolto dal nubifragio e dal vento. Pochi istanti e le tende sono volate via: solo allora, gli accompagnatori hanno chiesto aiuto.E per il Corpo forestale dello Stato, che poco prima aveva controllato i campi scout di Colleluce e Fonte Graniera, è stato intervento immediato. Gli agenti, in collaborazione con i vigili del fuoco, hanno raggiunto l’accampamento che era stato allestito sul piano della Gardosa. Per i ragazzini, per fortuna, solo tanta paura e vestiti inzuppati. L’operazione di soccorso si è dunque svolta senza particolari problemi: gli scout e gli accompagnatori sono stati subito trasferiti a Foce, dove sono stati tutti rifocillati e asciugati.Attimi di autentica paura, invece, a Capotenna di Montefortino. Una famigliola — padre, madre e figlioletto di appena 6 anni — è rimasta infatti bloccata al rifugio della Comunanza agraria. Impossibile abbandonare il riparo, viste le avverse condizioni atmosferiche. E, come se non bastasse, il piccolo si è anche sentito male con febbre alta e vomito. Dalla tensione alla decisione di chiedere aiuto, con il telefonino, il passo deve essere stato davvero breve.E così è stato intervento d’urgenza. Gli agenti del Corpo forestale dello Stato, insieme alle guide del Soccorso alpino, seppure con grandi difficoltà, sono via via riusciti a risalire la Valle dell’Infernaccio e raggiungere il rifugio. Una vera e propria azione di salvataggio congiunta: tutto perfetto, senza sbavature. La famiglia è stata strappata ai tentacoli del maltempo e accompagnata ad Amandola, dove il bambino è stato ricoverato in ospedale per accertamenti.Luca Borghi

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Inserito da Redazione Amandola.com il 26-07-2004

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