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Rivoluzione nella sanità


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Le sinergie tra gli ospedali di Ascoli, S.Benedetto e Amandola Rivoluzione nella sanità Presentato ieri pomeriggio, presso la direzione generale della Asl 13, il nuovo piano sanitario regionale per quanto concerne le aziende di Ascoli e San Benedetto. Presenti gli assessori regionale Melappioni e Agostini, i direttori di zona Maresca e Belligoni, i dirigenti amministrativi e sanitari delle due Asl. “Abbiamo fatto con i due direttori di zona – ha detto l’assessore alla sanità Melappioni – il punto sull’integrazione delle aziende di Ascoli e San Benedetto”.”Sono state scelte dalla Regione per essere il punto di riferimento che dovrà poi guidare le successive. Da una logica accentratrice di Ancona si è passati ad una pari dignità d’accesso alla sanità da parte dei cittadini marchigiani. Si svilupperà un sistema omogeneo, con assegnazione di nuove risorse, per migliorare l’assistenza domiciliare, l’infortunistica, il disagio psichico e la tossicodipendenza. Particolari attenzioni verranno rivolte anche alle liste d’attesa per ridurre il disagio all’utenza. Verrà attuata una maggiore collaborazione con i medici di medicina generale per far capire ai cittadini la linea d’accesso ai servizi territoriali. Senza dimenticare di offrire la migliore assistenza possibile agli anziani. Sia ad Ascoli che a San Benedetto verranno messi a disposizione dei cittadini servizi altamente professionali. Un percorso di integrazione fra le due realtà che ci ha messo di fronte a scelte difficili ma i risultati ottenuti in questo periodo d’avvio sono incoraggianti”.”Devo sottolineare – ha esordito l’assessore Luciano Agostini – che sono molto soddisfatto per i risultati che il nuovo piano sanitario sta ottenendo. Nonostante l’attacco governativo siamo riusciti a mantenere inalterati i nostri principi. Sono convinto che le premesse e le speranze saranno confermate. Abbiamo creduto nelle capacità culturali, umane e professionali dei sanitari, superando l’impatto di natura campanilistica. Si temeva che il più grande, Ascoli, avrebbe mangiato il più piccolo, San Benedetto. Oppure che una volta ottimizzati i servizi ad Ascoli sarebbero stati trasferiti a San Benedetto. Stiamo dimostrando che l’Asur dà di più al territorio senza premiare altre Asl. La sanità della nostra zona è cresciuta negli ultimi anni in termini di servizi e professionalità. E lo testimonia il notevole recupero della sanità passiva. Per quanto riguarda l’ospedale di Amandola – ha concluso Agostini – nella legge regionale è riportato che non verrà chiuso ma deve integrarsi con l’ospedale di rete. Sulla Asl di San Benedetto verranno specializzate urologia, pneumologia e otorino. Su Ascoli, invece, gastroenterologia e oculistica. Il 118 funziona a livello provinciale e gli Urp lavorano già in simbiosi”.SANDRO CONTI

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Inserito da Redazione Amandola.com il 12-02-2004

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