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Rivivono le ferrovie dimenticate


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Alla scoperta degli oltre 200 chilometri abbandonati. L’iniziativa promossadall’associazione Comodo in tutta Italia Dalla mobilità  dolce una possibilità  di valorizzazione del territorio ANCONA – Duecento chilometri di ferrovie dimenticate nelle Marche che diventano quasi 300 se si considera la tratta tra Sant’Arcangelo e Urbino, pensata e tracciata all’inizio del secolo scorso ma di cui fu realizzata solo una galleria. Alle ferrovie dimenticate é dedicata la giornata di domani, una domenica alla scoperta della mobilità  dolce, che nelle Marche vive di tre appuntamenti: l’escursione in pullman, bici, a piedi e a cavallo lungo la valle del Tenna sulle tracce dell’antica ferrovia Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola; l’escursione sulla tratta Urbino-Fermignano e l’incontro rievocativo della linea Sant’Arcangelo-Urbino, appunto costruita ma mai entrata in esercizio.Non vuol essere un incontro tra reduci che vagheggiano un passato che non c’é più: attorno alle ferrovie dismesse esiste un progetto di riconversione e di utilizzo che nelle Marche assume un rilievo del tutto particolare. Basta pensare al fascino che potrebbe avere la linea che collega la costa con il parco dei Sibillini: un richiamo turistico di grande attrattività ,La prima giornata nazionale delle ferrovie dimenticate prende le mosse da un un progetto di legge dell’anno scorso per il riuso del patrimonio ferroviario in abbandono e per la creazione di una rete nazionale di mobilità  dolce, aperta a pedoni, ciclisti, cavalieri, utenti a mobilità  ridotta. Proprio a sostegno di questa proposta, rimasta incagliata nella fine prematura della legislatura, Comodo, una confederazione di associazioni che si occupano di mobilità  alternativa, tempo libero e attività  outdoor, ha organizzata la giornata di domani che fa seguito a un’altra iniziativa che s’é svolta nei giorni scorsi e che pure ha interessato le Marche: da Milano a Roma, in treno, lungo le tratte secondarie, in sole 42 ore, come recita il messaggio d’invito. Il tratto marchigiano interessato all’iniziativa é stato ovviamente quello tra Civitanova e Albacina.Ma perchà© valorizzare questi percorsi dimenticati? In altri paesi europei, le ferrovie dimenticate sono diventate il tracciato per percorsi ciclo-pedonali. Oppure, come ritengono gli associati a Comodo, possono essere riutilizzate nel modo e nella misura più efficaci e funzionali possibili. Per esempio, nel settore del turismo: perchà© recarsi in luoghi incontaminati per trascorrere le vacanze, a velocità  folle o inquinando? La risposta é la mobilità  dolce, quella che oltre ai luoghi consente di scoprire la bellezza del viaggio e della lentezza. Infine, c’é un terzo aspetto da considerare: dietro le ferrovie dimenticate c’é un patrimonio di impianti (stazioni, depositi, ponti, gallerie) e di rotabili che meritano considerazione e rispetto per la ricerca ingegneristica che li ha creati.Basta scorrere l’elenco delle ferrovie dismesse marchigiane. Se una, in particolare é una ferita recente, poco più di 20 anni – ed é la Fano-Fermignano-Urbino-Pergola – le altre sono tratte il cui declino é andato di pari passo con il declino delle zone dell’entroterra marchigiano. Ora, che questo fenomeno sta radicalmente cambiando, specie con la valorizzazione dei tesori che esistono sul territorio montano, fatti di saperi e di sapori che si coniugano in un paesaggio ancora, per certi versi, di valore, ecco che il ruolo di un trasporto pure diverso assume un significato del tutto nuovo.Certo, non bastano le enunciazioni: servono risorse ma soprattutto la volontà . Ed ecco, allora, che la giornata di domani puà essere l’occasione per un viaggio nel tempo. Ma sarebbe sbagliato pensare a a un viaggio nel passato. Si tratta di un viaggio nel futuro.EDOARDO DANIELI, corriere adriatico

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Inserito da Redazione Amandola.com il 01-03-2008

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