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Rischio valanghe sui Sibillini


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La situazione è in graduale miglioramento anche se si teme la formazioni di ghiaccio sulle strade Un elicottero ha rifornito di viveri le nove persone isolate a Montemonaco Rischio valanghe sui Sibillini La quiete dopo la tempesta. Dopo quattro giorni di abbondanti nevicate, finalmente è tornato il sole. In molti comuni piceni, specie dell’entroterra, la situazione non è più drammatica anche se la prudenza, in questi casi, non è mai eccessiva. Le previsioni meteorologiche, infatti, parlano di un peggioramento del tempo a metà settimana anche se la sensazione è quella che il peggio è oramai alle spalle.Grazie al miglioramento delle condizioni climatiche, nella mattinata di ieri, finalmente, un elicottero del Corpo Forestale è potuto decollare dall’aviosuperficie di Rieti riuscendo a rifornire di viveri e generi di prima necessità le nove persone (tre famiglie) rimaste isolate dopo una slavina a Foce di Montemonaco. Nuclei familiari che avevano espressamente manifestato la volontà di non abbandonare le abitazioni. Tutta l’attività di soccorso alle popolazioni montane è coordinata dalla centrale operativa regionale della Forestale che vede impegnati gli uomini delle stazioni di Montemoanco, Comunanza, Amandola, Montegallo e Montefortino. E’ prevista per i prossimi giorni una ricognizione aerea per la valutazione degli accumuli di neve nelle zone montane maggiormente a rischio per la caduta di valanghe. E proprio le valanghe sono la nuova emergenza da affrontare. «E’ ovvio che la situazione non è piacevole, siamo consapevoli che si dovrà trovare una soluzione, compresa l’evacuazione di alcune frazioni anche se gli abitanti non vogliono – afferma il sindaco di Montemonaco, Vittorio Sansonetti – La soluzione ideale sarebbe quella di provocare la caduta delle valanghe come avviene al Nord, anche con le mine». La situazione si va normalizzando ad Amandola, altro comune colpito dal maltempo. «Ora il nostro incubo è il ghiaccio – dichiara il sindaco, Riccardo Treggiari – Abbiamo sparso il sale sulle strade ma con l’abbassamento della temperatura, temiamo la formazione del ghiaccio». E la prima vittima è stato un ragazzino che ieri si è fratturato un braccio cadendo a terra mentre giocava con la neve. Resta sempre chiusa la strada tra Comunanza e Montefalcone. Il sindaco si è rivolto a ditte private per portare via l’enorme quantità di neve: «Il bollettino meteo parla di un peggiornamento a metà settimana, ma è meglio organizzarci in tempo» spiega il sindaco Paola Pizzichini. Le scuole resteranno chiuse fino a domani in quasi tutti i comuni montani, ad Ascoli (salvo ripensamenti di Celani) solo per oggi. Corciano è stata l’ultima frazione comunale “liberata” dalla neve. Ora tutte le strade per raggiungere il capoluogo sono percorribili (nella foto, piazza Arringo). Le ultime quattro giornate hanno fortemente impegnato anche il comando dei Vigili del Fuoco che ha raddoppiato i turni di servizio. Il compito del Comando dei vigili del fuoco è diventato più arduo e solo un’intensa attività di soccorso ha consentito di fornire una sollecita risposta alle numerose richieste giunte alla sala operativa del 115.Dalle ore 20 di sabato fino al primo pomeriggio di ieri erano stati già effettuati 105 interventi, per portare soccorso a persone, provvedere alla rimozione di alberi o rami abbattuti, verificare strutture e coperture pericolanti o crollate, ripristinare la viabilità stradale, recuperare autoveicoli e rimuovere carichi neve eccessivi dalle coperture di edifici. Attualmente sono impegnate 90 unità operative in servizio con turni di lavoro raddoppiati di 24 ore. Al comando di Ascoli Piceno sono giunti rinforzi dai comandi di Bologna, Ferrara, Pordenone, inoltre da Udine è arrivato anche un “Gatto delle nevi”, utilizzato per portare soccorso alle abitazioni isolate. Il mezzo spartineve proveniente dal comando di Ferrara è stato impiegato per aprire le strade di accesso a numerose abitazioni isolate. Il comando dei Vigili del Fuoco di Ascoli consiglia a tutti di evitare, per quanto possibile, il passaggio in prossimità di edifici per il rischio determinato dalla caduta di blocchi di neve dai tetti particolarmente sovraccarichi.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 31-01-2005

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