Reperti archeologici nascosti in una casa
I carabinieri denunciano tre persone ASCOLI - Scoperta dai carabinieri della stazioni di Montemonaco, Comunanza ed Amandola un’organizzazione criminale che era specializzata in furti di reperti archeologici che poi provvedeva ad immettere sui mercatini dell’antiquariato. Non é da escludere, comunque, e a chiarirlo saranno le indagini che sono tuttora in corso, che alcuni furti siano stati effettuati su commissione a seguito di specifica richiesta degli interessati. Sono state denunciate alla magistratura tre persone nei confronti delle quali pende il reato di possesso illecito di beni culturali che, come noto, sono di esclusiva proprietà dello Stato. Infatti, chi rinviene un reperto storico é obbligato a consegnarlo ai funzionari dei beni culturali per la classificazione ed il successivo affidamento al museo della provincia dove é stato rinvenuto l’oggetto. I militari dell’Arma da tempo erano sulle tracce di un’organizzazione che era dedita al commercio di oggetti d’antiquariato la cui provenienza destava non pochi sospetti. Sono così scattate le prime indagini tendenti a scoprire i componenti del sodalizio e la fonte da cui provenivano i vari oggetti. Nel giro di qualche settimana i carabinieri sono venuti a conoscenza che in un’abitazione ubicata nel comune di Montefortino da diverso tempo si verificavano strani movimenti. L’edificio é stato posto sotto osservazione e, essendosi rivelati fondati i sospetti, i carabinieri delle tre stazioni suddette nella tarda serata del 14 aprile scorso hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento. In un locale i militari dell’Arma hanno rinvenuto alcuni scatoloni all’interno dei quali erano custoditi, imballati con dei fogli di giornale, numerosi reperti archeologici costituiti da vasellame in terra cotta. Si presume che appartengano al periodo etrusco, quindi di un certo valore commerciale. Sono in corso accertamenti per stabilire la vera epoca.S.C., corriere adriatico
















































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