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“Questa terra parla un linguaggio universale”


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I messaggi di pace e speranza del pastore di Dio Amava il Fermano “Questa terra parla un linguaggio universale” “Questa terra parla un linguaggio universale: il linguaggio della bellezza. Qui i colori creano una atmosfera di pace, qui i rumori si placano e diventano quiete, qui la spiritualità affiora attraverso la vita di comunità vivaci, di monasteri collocati anche in angoli sperduti, di valli rese fertili dalla laboriosità dei suoi abitanti, di santuari e abbazie in cui si respira raccoglimento e pace”. L’ha definito così il Fermano e il territorio della Diocesi mons. Gennaro Franceschetti. Questo era un suo saluto ai turisti e nelle sue parole chiaramente si legge l’amore per questa terra ormai diventata la sua seconda casa da quando, il 31 agosto del 1997 venne ordinato Vescovo. Da allora sono trascorsi meno di otto anni. Quasi otto anni quelli passati nella Diocesi di Fermo. Sempre vicino alla gente mons. Gennaro Franceschetti così come alle istituzioni. Non dimenticheranno i fedeli le visite nelle diverse vicarie. Da ultime quella che si aprì lo scorso 29 febbraio a Servigliano per la vicaria di Amandola, e quella che partì da Monte San Giusto il 24 ottobre 2004 nella vicaria di Montegranaro. In quella occasione l’arcivescovo disse “che lo scopo della Visita Pastorale è di incontrare le persone per vedere come stanno riguardo alla fede ad all’annuncio del Vangelo”. Tra queste due date ci fu un altro evento molto importante per tutta la Diocesi e a cui l’arcivescovo teneva in maniera molto particolare. L’inaugurazione del Museo Diocesano. Era il 16 aprile 2004 e a mons. Franceschetti si deve il merito di aver contribuito in maniera decisiva alla conclusione dell’iter che ha portato all’apertura di questa importante struttura. Il Museo Diocesano andò a completare il lungo lavoro di valorizzazione della Basilica Metropolitana inaugurata, dopo un lungo restauro, nel maggio dello scorso anno. E proprio il restauro del Duomo è stata un’altra delle opere fortemente volute dall’arcivescovo. I lavori, per sua volontà, iniziarono in occasione del Giubileo del 2000 e la Cattedrale fu riconsegnata alla comunità, grazie all’Arcivescovo, il 4 maggio 2003 . Amava i giovani. Lo ha dimostrato incontrandoli più volte. Gli studenti del Montani, per esempio, in occasione dei festeggiamenti del 150 anniversario della fondazione dell’Istituto. E anche gli ex studenti della storica scuola fermana quando sono arrivati in città l’11 settembre 2004. Ha accolto anche i pellegrini, quando sono stati ospiti a Fermo prima del grande raduno a Loreto dell’Azione Cattolica, sempre a settembre dello scorso anno. Non ha mai nascosto il suo appoggio per l’istituzione della provincia di Fermo. Scesa in Piazza a festeggiare quando arrivo il sì della Camera. Le campane suonarono invece a festa la sera del 19 maggio. Estimatore e conoscitore del mondo dei media, una delle ultime interviste al Corriere Adriatico, aveva benedetto tante nuove imprese, l’ultima delle quali la sua Voce delle Marche, in edicola questi giorni con il numero 0. La sua è stata una vita al servizio della Chiesa. Nato il 14 giugno 1935 a Provaglio d’Iseo, nella diocesi di Brescia. Era diventato prete il 17 aprile del 1960. Dopo aver studiato a Roma, è stato Vicario cooperatore nel suo paese. E’ stato vice – assistente provinciale delle Acli e segretario della Consulta Pastorale e Presbiterale. Ha rivestito poi anche l’incarico di cappellano nel Monastero della Visitazione della sua città, Provaglio, e della clinica “Città di Brescia”. Ha diretto l’ufficio statistica e sociologia religiosa e l’Ufficio Pastorale diocesano. Ha insegnato in seminario dal 1965 ed ha diretto il Centro Pastorale “Paolo VI” dal 1975. Dal 1980 è stato Vicario episcopale degli organismi di comunione ecclesiale e le attività per il clero. Il 1 novembre 1988 è stato nominato Parroco di Manerbio, in provincia di Brescia. Due le lauree che ha conseguito all’università Gregoriana di Roma. La prima in teologia, ed era il 1961. Poi l’altra, in sociologia, nel 1964. Mentre era parroco dalla Santa Sede gli arrivò, inattesa per lui, la notizia della nomina ad Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Fermo. Fu eletto Arcivescovo il 18 giugno 1997 e venne poi ordinato Pastore della Chiesa Fermana il 31 agosto dello stesso anno. “L’amore di Gesù di Nazareth – disse arrivato a Fermo – è un amore senza limiti e che non fa calcoli. Questo è l’amore che ha salvato il mondo. La comunità evangelizzatrice deve testimoniare per eccellenza la grande legge della vita umana: esisto perché sono stato amato. La comunità evangelizzatrice deve restare nel mondo di oggi, così contrassegnato dall’utilitarismo e dalla concorrenza, un centro di gratuità”.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 06-02-2005

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