Quelle consulenze d’oro
AMANDOLA — Un anestesista ospedaliero costa 2.000 euro al mese se assunto da dipendente oppure 1.300 euro al giorno se assoldato da consulente esterno. C'è una bella differenza tra le due somme, eppure per l'ospedale di Amandola si è scelta, da anni, la seconda soluzione. Con un duplice effetto: 1) il costo del servizio ammonta a ben 500.000 euro all'anno; 2) non si crea occupazione. Se il personale fosse assunto, la spesa si ridurrebbe almeno del 50%. Stranezze della sanità. Il particolare è emerso nel corso dell'incontro-dibattito incentrato sulla sanità, organizzato dal locale Lions Club. La gente ha fondati timori: «Il giochino è semplice: elevano i costi alle stelle, con le consulenze esterne, per rendere un reparto o un servizio in perdita e così hanno la giustificazione per chiuderlo». L'accusa è per il vertice Asl e per chi avalla le scelte. Il «j'accuse» lanciato da Vittorio Virgili, ex sindaco e attuale vice presidente della Fondazione Carisap, fa riflettere: «Era stato bandito un concorso per anestetista ad Amandola, c'è un vincitore, ma costui ha sempre operato ad Ascoli, senza un solo minuto di servizio al 'Vittorio Emanuele II'. Chiedo spiegazioni». La cittadinanza, attenta a non perdere i servizi, chiede che la Asl non sperperi denaro e che si comporti come un padre di famiglia: «Gli anestesisti potrebbero essere convogliati ad Amandola direttamente da Ascoli: si rimarrebbe nella stessa Asl. Invece ci sono accordi con altre Asl, come quella di Teramo». Sul punto nascita, chiuso da 16 mesi, i residenti hanno perso ogni speranza: «Non dimenticheremo – spiega il comitato cittadino – i nomi dei politici che hanno detto sì alla rasoiata». f. p.
















































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