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Pianeta bianco – I sacrifici saranno “morbili”


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Pianeta bianco I sacrifici saranno “morbidi”di CLAUDIA GRANDIANCONA – Solo 1.400 posti letto in meno. Le Marche si salvano dall’effetto Puglia. I pesanti tagli annunciati dal governatore della regione del sud, tagli che hanno scatenato in questi giorni aspre proteste da parte dei cittadini e delle forze politiche locali, non dovrebbero riguardare la sanità marchigiana. Il dimagrimento, seppur necessario, sarà più morbido. E, cosa molto sentita dalla popolazione, non rischia la chiusura nessun ospedale.Il condizionale d’obbligo. La pausa estiva ha infatti congelato non solo il dibattito intorno alla sanità, ma anche l’iter che sta seguendo la giunta per approdare in autunno alla presentazione del definitivo Piano sanitario regionale. La prima data “utile” in agenda è infatti il 5 settembre, giorno in cui la giunta illustrerà ai sindacati il Piano sanitario rivisitato. Solo in seguito (probabilmente verso la fine di settembre) il Piano passerà al vaglio della commissione consiliare e, a quel punto, si potrebbe giungere alla discussione in consiglio per ottobre.La questione tagli resta così, necessariamente, indefinita. Eppure qualche indiscrezione sta emergendo anche in questo scorcio d’estate, mentre l’assessore Melappioni sta recuperando le forze in vista dell’autunno caldo della politica regionale. Di certo ci sono le indicazioni del governo centrale che con la legge 405 del 2001 obbliga le regioni a non superare la soglia dei quattro posti letto ogni mille abitanti. Ed è proprio in relazione a tale soglia che le Marche godono di una situazione più rosea rispetto alla Puglia e ad altre regioni, come spiega il direttore del Dipartimento welfare della Regione, Giuseppe Zuccatelli. «Mentre nelle Marche – dice – il numero di posti letto è di poco superiore alla cifra del quattro per mille, in Puglia come anche nel Lazio la soglia è di gran lunga superata, attestandosi sul 7-8 per mille».Fatto sta che, calcolatrice alla mano, per una popolazione di quasi un milione e mezzo di abitanti, i posti letto “consentiti” nelle Marche sarebbero circa 5.800, contro i 7.240 attuali. Il che significa un taglio di circa 1.400 posti. Questa la cifra in mano anche ai sindacati, mentre le ultime notizie che provengono da via Gentile da Fabriano parlano di 800 tagli. Qualunque sia la cifra reale (che, appunto, verrà definita solo a settembre), è certo che i tagli riguarderanno un po’ tutti gli ospedali: una forbice lunga che quindi renderà la sanità marchigiana immune da grossi scossoni. «Nelle Marche – spiega l’assessore al Bilancio Luciano Agostini – la rivoluzione non sarà dolorosa. Tanto più che in molte zone i tagli sono già stati attuati. E’ il caso diella provincia di Ascoli, dove all’ospedale Mazzoni le chirurgie sono state ridotte ad una sola e gli ospedali di Offida, Montefiore e Ripatransone sono già stati riconvertiti».Le chirurgie, appunto: la partita della razionalizzazione si giocherà proprio su questo versante. La giunta, infatti, punterà all’eliminazione dei doppioni: per la sola provincia di Ancona si parla di un passaggio da 9 a 4 chirurgie. E poi il nodo piccoli ospedali, contro la cui razionalizzazione già in passato si è alzata più di una barricata. A tranquillizzare i propugnatori del “piccolo è bello” ci pensa Zuccatelli. «Gli ospedali di rete – dice – non saranno chiusi. Verranno però riqualificati, allo scopo di limitare l’elevata mobilità passiva di cui soffrono le Marche da dove ancora troppi cittadini partono per andarsi a curare in altre regioni. Gli ospedali di polo (ovvero i piccoli ospedali, ndr), poi, sono già stati strutturati in passato, in modo da poter rappresentare un valido supporto per quelli di rete».Fatto sta che, mentre per gli ospedali di Amandola e Novafeltria (per i quali in passato si era ventilata la possibilità di una chiusura) non verranno in alcun modo messi in dubbio, per quelli di Pergola, Cagli, Fossombrone, Porto San Giorgio, Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro e Montegiorgio è prevista una riconversione. L’ospedale di Montegranaro, ad esempio, potrebbe essere trasformato in un centro specializzato per la cura del piede.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 23-08-2002

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