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Panta Rei


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PANTA REI Utente Normal Utente 16 118 2002-01-05T21:02:00Z 2002-01-06T21:20:00Z 1 956 5452 GIBAS 45 10 6695 9.3821 14 Dal Giornalino “DS Informa” stampato dal DS in via Indipendenza, 87 –Amandola – distribuito nei giorni scorsi abbiamo tratto questo articolo nelquale si fanno riferimenti alla politica locale che Vi riportiamo testualmente;chi fosse interessato all’intera pubblicazione potrà rivolgersi aglieditori. Pànta rheiLoc.gr.(“tutto scorre”). Proposizioneche esprime il divenire eracliteo, citata, talvolta con una punta ironica, aproposito di esempi di labilità, caducità, incostanza. UN PARZIALE BILANCIODELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI AMANDOLADue anni e mezzo costituisconoun’età difficile per ogni nuova Amministrazione: la luna di miele psicologicatra opinione pubblica e vincitore delle elezioni è finita; le scuse del “buco”e delle inadempienze del predecessore non reggono più, si è giudicati evalutati per quanto si è saputo fare e per quanto non si è fatto o si è fattomale. L’Amministrazione Amandolese ha, ormai, raggiunto quest’età critica. Comeoppositori non disposti a fare sconti, proviamo a tracciare un bilancio, inquesta sede necessariamente non esecutiva dell’attività. “Hanno pensato solo al teatro” dissero dei loro predecessori evidenziando che almeno quello era fatto bene. E proprio quello hanno cominciato subito a smantellare dando il ben servito, con pretesti risibili, al direttore artistico, compiendo una svolta a 180° nei contenuti, azzerando i risultati di un lavoro ultradecennale che avevano posto Amandola all’attenzione delle pagine culturali nazionali (se l’Espresso allegava un film girato ad Amandola dovrà pur significare qualcosa!), che avevano attivato correnti notevoli di spettatori e fruitori, anche se la gestione si autofinanziava. In sostituzione, hanno organizzato un “Festival delle Terre della Sibilla”, un’iniziativa di respiro corto e spalmata su un territorio esteso ad altri comuni, che ben si guardano da far partecipare Amandola nelle loro iniziative di successo. Delle conseguenze sul piano economico potrebbero dire gli esercenti amandolesi, che nei giorni di svolgimento della nuova iniziativa hanno registrato solo un quarto degli incassi della formula precedente. Sempre sul fronte delle feste, sono riusciti a dare il peggio delle loro progettazioni ed inventive, con l’ostilità alla “Festa dell’Unità”; quest’anno sono riusciti a non farla svolgere motivandone difficoltà di traffico e di parcheggio ad agosto per autorizzare solo manifestazioni patrocinate dal Comune. In sostanza hanno stabilito che “decide il sindaco ed i suoi, chi è autorizzato a manifestare e come divertirsi in certe vie e in certe piazze”; invece, cantieri, palchi, luna park mangiate varie, parcheggi selvaggi non danno fastidio, purché non si svolgano al suono di “bandiera rossa”. La desolazione della piazza e delle sue immediate adiacenze nelle serate d’agosto è il commento più eloquente e rimandano a vicende della nostra storia finite, comunque, male. L’onda del liberalismo induce anche i “nostri eroi” a battersi contro lo statalismo, ad esternalizzare i costi, a rendere più leggera l’organizzazione amministrativa, a ricondurre la produzione dei servizi alle leggi del mercato, ad attivare brucianti procedure d’appalto a privati. Niente di male se tutto ciò rendesse più efficienti i servizi e più contenute le tariffe per i fruitori. Ma andiamo a guardare qualche recente performance:Ø dopo l’appalto del servizio di Nettezza Urbana, ilpersonale che vi era adibito è stato spostato ad altro incarico, Ø i mezzi di cui il Comune disponeva sono staticonsegnati, non si sa a quale titolo, all’impresa appaltatrice che se ne serve,altrove e per funzioni sue;Ø le tariffe per l’utenza non si sono certo ridotte; ilservizio sembra decisamente peggiorato (più rari i passaggi per il ritiro,specie nelle zone rurali, dove i cassonetti, talvolta, sembrano riconoscerel’interruzione di servizio e/o della discarica abusiva),Ø si è sostanzialmente bloccata ogni sperimentazione diraccolta differenziata; sono state aumentate le difficoltà di smaltimento dirifiuti ingombranti e si aprono prospettive allucinanti con le nuove norme “berlusconiane”sui rifiuti ospedalieri. La stessa logica è stata alla base dell’inopinata privatizzazione dei trasporti scolastici: anche qui il parco comunale dei pulmini è stato interamente svenduto, sottraendo la possibilità di fare marcia indietro a qualsiasi futura amministrazione che volesse erogare il servizio con criterio diverso. Anche il depuratore è, da tempo, in appalto ad un privato; qualche tempo fa l’ARPAM ha riscontrato un inquinamento del fiume Tenna tale da proporre una sanzione pecuniaria al Comune di svariate decine di milioni; di chi la responsabilità? “Di una pompa bloccata” è stata la lucida spiegazione fornita nell’ultimo consiglio comunale; splendido esempio, questo, di “spersonalizzazione” delle responsabilità. Peccato che secondo la legislazione degli ultimi decenni ogni attività, ogni procedimento, ogni settore, debbano avere un RESPONSABILE e che il Codice Civile imponga ad ogni appaltatore di fornire, opportunamente coordinati, i mezzi necessari a compiere l’opera o a prestare il servizio a regola d’arte. E’ però con il PIANO REGOLATORE GENERALE (P.R.G.) che i gestori della Cosa Pubblica hanno toccato i vertici di virtuosismi da tramandare nei manuali di Scienze dell’Amministrazione. Nel 1998 l’Amministrazione approvò il P.R.G. e ne trasmise gli elaborati alla Provincia per gli adempimenti di sua competenza. Successivamente, questa ha richiesto, per il completamento della pratica, l’invio di una serie di elaborati e planimetrie, producibili nel tempo di qualche mese (come ha fatto ad esempio il Comune di Ripatransone, che ha dovuto integrare ben 85 punti, per avere, oggi, un P.R.G. approvato ed esecutivo). I nostri amministratori, dopo due anni di immobilismo invece, hanno ritenuto di doverlo revocare, nonostante sia costato centinaia di milioni, sia stato studiato ed elaborato per svariati anni attraverso valutazioni, audizioni, mediazioni non certo di facile ripetizione, a meno che non le si voglia sostituire con una semplice e pura redistribuzione di rendita fondiaria a favore di qualcuno. La giustificazione di reinserire qualche lottizzazione dimenticata, è, sotto questo aspetto, tutt’altro che rassicurante. E’ logico, equo, economico e,soprattutto, lecito annullare quanto è nell’interesse generale ed è statopagato da tutti, per soddisfare l’interesse di qualcuno, verso cui forse, sihanno debiti elettorali? Efficienza ed imparzialità non sono principicostituzionali a cui la Pubblica Amministrazione deve uniformarsi con la suaazione?

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Inserito da Redazione Amandola.com il 05-01-2002

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