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Ostetricia, scatta la marcia su Ancona


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Dall’estate dello scorso anno il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Amandola è stato definitivamente chiuso e non ci sono prospettive di riapertura stando a quanto si afferma nel nuovo Piano Sanitario Regionale.Ma Enrico Gasparri, presidente del Comitato Cittadino per la Difesa della Montagna, a nome di quest’ultimo, non demorde e minaccia di fare la “marcia su Ancona” mobilitando tutta la popolazione dei Sibillini se entro la fine dell’anno non riaprirà il reparto di ostetricia. “Alle tredicimila persone che hanno appoggiato la nostra protesta – dice il presidente del Comitato per la Difesa della Montagna – faremo conoscere nomi e cognomi di chi ha cercato in tutti i modi di far cessare la protesta del Comitato e soprattutto chi ha fatto orecchie da mercante alle richieste avanzate dalle popolazioni di Amandola e Novafeltria”.”In questo modo – ha spiegato ancora – tutti potranno tenerne conto nelle prossime elezioni amministrative. Abbiamo chiesto al sindaco Rossi un consiglio Comunale aperto ed a seguire la convocazione della conferenza dei Sindaci”.Ma Gasparri questa volta alza il tiro e va giù duro. “Nel nuovo piano sanitario regionale – dice – non si è tenuto conto della volontà espressa dalle popolazioni montane, nonostante le firme raccolte, basandosi solo sul principio di una economia di mercato, senza tenere in considerazione i problemi della popolazione presente sulla zona”. E il presidente continua. “L’ospedale di Amandola è collocato all’interno di una Comunità Montana e di un Parco Nazionale. La popolazione, spesso anziana, è dislocata in territori montuosi che nel periodo invernale ha difficoltà a muoversi, basti ricordare la storia di due anziani bloccati dalla neve in una frazione, che non riuscivano ad uscire per fare la spesa”.”Dal punto di vista sociale – afferma ancora Gasparri – l’ospedale dei Sibillini è strategico, la soppressione di servizi fondamentali come ostetricia e ginecologia, la perdita di un cardiologo a tempo pieno, del pediatra, la riduzione dell’attività chirurgica, concorrono ad uno spopolamento inarrestabile (circa 150 persone ogni anno diminuiscono nella sola Comunità Montana dei Sibillini)”.Poi conclude con considerazioni di carattere generale. “Gli ospedali montani, come quello amndolese, possono essere anche improduttivi ma espletano un servizio fondamentale dal punto di vista sanitario nonché da quello sociale ed economico”.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 24-10-2003

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