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Ospedale reparti accorpati


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Ospedale, reparti accorpati AMANDOLA – Da ieri mattina è esecutivo l'accorpamento del reparto di ostetricia-ginecologia a quello di chirurgia generale dell'ospedale di Amandola. Decisione che era nell'aria da un mese, che ha 'allontanato' dal nosocomio montano una dozzina di partorienti, che hanno scelto altri ospedali dove dare alla luce i loro pargoli. Il sindaco Franco Rossi vuol vederci chiaro e, senza voler polemizzare (almeno in questa prima fase), ha indirizzato una lettera di protesta al direttore sanitario della Asl 13 di Ascoli, Francesco De Luca. «Debbo ancora una volta constatare – esordisce Rossi – che il punto debole della sanità picena è l'ospedale di Amandola, e nella fattispecie sempre e solo il reparto di ostetricia e ginecologia. Non è possibile accettare che le situazioni di carenza debbano sempre essere sopportate dal reparto in questione e non essere debitamente suddivise tra le varie forze dell'intera sanità pubblica ascolana». Da un punto di vista politico la decisione della Asl ascolana potrebbe avere una chiave di lettura nell'adesione del Comune di Amandola alla istituzione della nuova Provincia di Fermo. «Situazioni di carenza (se ce ne fosse\ro) debbono essere risolte, in quanto non penso che le stesse si siano verificate all'improvviso senza poter avere il benché minimo spazio per intervenire. Siamo a conoscenza dello sforzo fatto dalla Asl 13 per colmare l'empasse dovuta alla carenza di anestesisti e medici facendo convenzioni o quant'altro possibile. Mi meraviglio del fatto che la stessa cosa non si possa fare (a spese ridotte e in tempi sicuramente più brevi) per la carenza di organico infermieristico ad Amandola, che sembra essere la causa di questo ulteriore accorpamento invernale. Mi limito a suggerire — prosegue il sindaco di Amandola — due ipotesi per cercare di risolvere la causa del problema. La prima: recuperare le infermiere dal territorio, oppure interrompere le ferie natalizie al personale del nosocomio ascolano; la seconda: fare convenzioni anche con cooperative che svolgono funzioni di assistenza domiciliare integrata sul territorio per il periodo strettamente necessario alla risoluzione del problema». A De Luca, il sindaco Rossi chiede spiegazioni: «Sono venuto a conoscenza che il direttore sanitario dell'ospedale di Amandola e il primario di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Ascoli Piceno erano in netto disaccordo con la posizione dell'accorpamento. Il reparto di ostetricia deve essere autonomo e salvaguardato, fino a quando la legge regionale non deciderà diversamente». Fabio Paci

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Inserito da Redazione Amandola.com il 21-12-2001

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