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Ospedale della Comunità.


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Ospedale della Comunità AMANDOLA – Il 2002 è stato definito l'anno mondiale della montagna. «Ma non è stato un bell'inizio – sottolinea la locale associazione 'Arcobaleno' – per la popolazione che vive nelle zone interne dei Sibillini, dove i servizi sono già all'osso e in questi giorni si torna a parlare di tagli. Dove? Nel nostro ospedale». Gli amministratori hanno chiesto un incontro urgente al manager della Asl 13, Maresca. Nessuna rasoiata è stata deliberata, tutto è ancora in ballo. Tra l'altro l'ospedale di Amandola funziona bene, sarebbe un errore creare ingiustificata preoccupazione. Comunque sia, da voci sempre più insistenti, l'ipotesi-tagli è ancora in piedi, per cui l'associazione 'Arcobaleno', attraverso il portavoce Enrico Gasparri, sottolinea alcuni aspetti. «I 25 posti letti di chirurgia potrebbero essere portati a 13. E pare proprio che non si potrà più nascere ad Amandola, poiché si prospetta la chiusura del reparto di ostetricia-ginecologia. Facciamo un passo indietro di qualche anno: quando la gestione della sanità locale era affidata all'ex presidente della Usl, Mancini, l'ospedale amandolese era in attivo e i servizi tutti funzionanti. Poi ci fu la riduzione delle Usl, motivate con il contenimento dei costi, e man mano che il personale andava via non è stato più sostituito». Costi ridotti? Sentite qua: «Intanto si firmavano convenzioni con gli anestesisti pagate anche 2.500.000 lire al giorno! Idem dicasi per i ginecologi a gettone, e inevitabilmente la situazione finanziaria è peggiorata, nonostante il forte impegno profuso dal personale medico. Poi hanno trasferito la proprietà dell'ospedale dal Comune alla Regione». Il timore è che siano in arrivo provvedimenti restrittivi: «Allora si deve dire basta! Nonostante i problemi della struttura fossero già stati sollevati in passato, a causa della divisione di alcuni sindaci della Comunità Montana, si è perpetuato un obiettivo preciso: divide et impera! E' stata promessa una Rsa da una parte, un distretto dall'altra e via le incomprensioni tra gli amministratori. Stiamo facendo solamente una guerra tra poveri! L'ospedale non è solo di Amandola, ma anche degli altri Comuni e ne sono testimoni numerose persone che oggi vivono grazie a questa struttura. Mentre stiamo vivendo un processo di integrazione con l'Europa, non è pensabile dividere la zona montana: non sarebbe fuori luogo cambiare nome alla struttura ospedaliera in ospedale della Comunità Montana dei Sibillini». Fabio Paci

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Inserito da Redazione Amandola.com il 18-01-2002

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