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Nuova legge sul tartufo. Più rigore e meno “olii”


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Nuova legge sul tartufo Più rigore e meno “olii”di SOLEIDA RUVOLOANCONA – Una proposta di legge per tutelare la qualità del tartufo marchigiano. E’ stata illustrata ieri in Regione dall’assessore all’Agricoltura, Giulio Silenzi, la nuova legge che regolamenterà la coltivazione e la commercializzazione del tartufo.Con la nuova proposta di legge si vuole introdurre una serie di disposizioni atte a contraddistinguere i tartufi marchigiani con un marchio di identità, che potrà da una parte evitare che le nostre produzioni possano confondersi con altre realtà tartuficole, dall’altra tutelare il consumatore garantendo la qualità del prodotto.«Con questa legge – spiega l’assessore Giulio Silenzi – vogliamo tutelare le caratteristiche del tartufo marchigiano e valorizzare la produzione del tartufo stesso. La tartuficoltura – continua l’assessore regionale all’agricoltura – rappresenta per le Marche una produzione di particolare valore che si sta affermando sul mercato nazionale ed internazionale. Al fine di garantire l’assoluta autenticità del prodotto marchigiano, si è ritenuto opportuno integrare la normativa regionale che disciplina la raccolta, la coltivazione e la commercializzazione».Non sarà più permessa, quindi, la dicitura “olio d’oliva a base di tartufo”, ma si dovrà riportare sull’etichetta la dicitura “condimento” e riproporre gli ingredienti e gli aromi di sintesi. I tartufi, noti soprattutto per le loro ottime capacità organolettiche, tra le quali la più importante è sicuramente il profumo, dovranno esporre un marchio di identità. All’atto della cessione il cercatore di tartufi dovrà dichiarare per ogni esemplare la specie, la zona e la data di raccolta e il numero ed il peso complessivo degli esemplari raccolti. Le analisi dei campioni di prodotto saranno esclusivamente effettuate dall’Assam (Agenzia regionale per i servizi nel settore agroalimentare delle Marche), tramite il centro di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado.Le caratteristiche del tartufo variano per intensità e fragranza a seconda della specie, del tipo di pianta simbionte e dell’ambiente nel quale cresce.Nella Marche, il tartufo bianco pregiato si trova soprattutto nella provincia di Pesaro- Urbino, con i centri più rappresentativi di Sant’Angelo in Vado, Sant’Agata Feltria ed Acqualagna), in parte nella provincia di Ascoli-Piceno (Amandola, Montefortino e Venarotta), in quella di Ancona (Arcevia e Fabriano) e Macerata (Sarnano). Sono diffusi nell’intera regione anche il tartufo nero pregiato, il bianchetto e il tartufo nero estivo.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 21-02-2003

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