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Notte di paura sull’infernaccio


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Notte di paura sull’Infernaccio In cinque restano bloccati su una cascata, sospesi a 40 metri di altezzadi ENNIO MANCINIMONTEFORTINO — Ci sono volute oltre sette ore di duro lavoro, durato praticamente tutta la notte di sabato, prima di trarre in salvo cinque giovani speleologi (torrentisti) rimasti sospesi ad oltre 40 metri di altezza sulla cascata di Fosso Rio nella zona dell’Infernaccio, all’interno del Parco dei Sibillini. La disavventura è capitata a quattro giovani di Roma e ad un loro collega di Treviso. Sono stati tratti in salvo solo ieri mattina all’alba, poco prima delle quattro, dagli uomini del Soccorso Alpino di Montefortino. Accompagnati presso l’ospedale di Amandola, i giovani speleologi sono stati sottoposti ad un attento controllo medico. Tutti infreddoliti e semoaddormentati, ma per fortuna nessuno di loro presentava sintomi ritenuti particolarmente gravi, almeno tali da deciderne il ricovero. Verso mezzogiorno sono stati dimessi e così hanno potuto tornare a casa. Per loro una notte da incubo che difficilmente dimenticheranno.Per colmo di sfortuna la notte di sabato, dopo tanti giorni di bel tempo, è stata proprio da lupi con lampi, tuoni e pioggia.I ragazzi erano giunti nella zona dell’Eremo di San Leonardo e lì hanno lasciato le loro auto con l’intento di ridiscendere a valle lungo le gole dell’Infernaccio. Una discesa fatta all’interno della forra, particolarmente abbondante di acqua in questi giorni per lo scioglimento delle nevi a monte, ma altamente spettacolare. Formata la cordata i cinque ragazzi avevano compiuto gran parte della discesa quando, verso le 21 di sabato, si sono trovati di fronte ad un ostacolo particolarmente difficile da superare: la cascata di Fosso Rio, l’ultima e la più alta e pericolosa. In quel tratto l’acqua fa un salto spettacolare di oltre quaranta metri finendo in un laghetto. Improvvisamente i cinque torrentisti si sono trovati all’interno di una forra dove l’acqua scendeva ad una pressione spaventosa. Colti dallo spavento e dal sopraggiungere della notte, i ragazzi, vistisi «persi», hanno subito chiesto soccorso al Dipartimento di emergenza del 118 che, a sua volta, ha chiesto l’intervento del Soccorso Alpino di Montefortino. Sul posto sono giunti ben 26 soccorritori del gruppo «Speleo» di Montefortino, oltre ai Carabinieri di Montemonaco e, a notte inoltrata, anche una squadra dei Vigili del Fuoco di Ascoli che hanno utilizzato una fotoelettrica. In attesa che giungessero i soccorritori gli speleologi hanno avuto l’accortezza di legare la loro cordata ad alcuni alberi per non essere travolti e scaraventati a valle dalla furia dell’acqua. Con grande coraggio i giovani sono riusciti anche a tirarsi fuori dal greto della forra e togliersi dall’acqua gelida dell’Infernaccio. I soccorritori sono riusciti ad individuarli grazie all’accensione di alcune pile segnaletiche che i ragazzi avevano con loro.Uno ad uno sono stati fatti ridiscendere a valle usando tutte le precauzioni possibili. Uno di loro, forse sopraffatto dallo spavento, si era pericolosamente allontanato dagli altri. Riuscire ad individuarlo dagli uomini del Soccorso Alpino è stato particolarmente difficoltoso. Alla fine sono riusciti a recuperarlo. Era rimasto immobile e ormai stremato, legato e abbracciato ad un arbusto proprio sull’orlo di un pauroso burrone profondo un centinaio di metri. Un analogo incidente, con conseguenze ben più gravi, si era verificato nella stessa zona una decina di anni fa. I soccorritori impiegarono oltre 10 ore per trarre in salvo una cordata di giovani escursionisti, alcuni di loro, purtroppo, durante le operazioni di soccorso rimasero gravemente feriti.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 12-05-2003

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