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Non maltrattate quel «tartufo»


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AMANDOLA — Fra le varie squisitezze naturali che ci regala la stagione autunnale giganteggia lui, il signor tartufo. Ma c’è un altro tartufo senza il quale non ci sarebbe il pregiatissimo tubero, e cioè il naso di quell’altro signore che è il cane. E’ emozionante seguire il cane (ben addestrato vale svariati milioni) mentre cerca con l’olfatto i punti in cui si trovano, interrati, i tartufi, formatisi attraverso un delicato e complesso ciclo biologico iniziato a primavera.Appena individuato il punto, il cane si mette a ruspare; qui entra in azione il tartufaio che premia “Fido” in genere con un pezzettino di pane e poi tramite un vanghetto tira fuori il… diamante. Sui cani da tartufo non va taciuto che capita spesso di vederli così scheletriche che riescono a camminare a stento. Questa crudeltà deriva dalla convinzione, del tutto infondata, che un cane cui si dà a mangiare pochissimo, spinto dalla fame, riesca a trovare più tartufi per ottenere il pur misero premio del bocconcino.Ma le cose non stanno affatto così: un cane troppo magro e affamato è dotato di minore olfatto perché l’eccessiva denutrizione non può non nuocere allo stato generale di salute e quindi a quello del cervello sede del bulbo olfattorio. Ciò ovviamente non significa che il cane deve ricercare tartufi a pancia piena, ma al ritorno deve essere nutrito adeguatamente. Tenerlo a digiuno prolungato oltre ad essere dannoso per la salute del cane (non a caso la vita di questi cani è generalmente più breve), potrebbe esserlo anche per l’inqualificabile proprietario-affamatore, essendo possibile muovergli contro l’accusa di maltrattamento verso gli animali. E’ proprio grazie al lavoro di questi amici dell’uomo (loro lo sono davvero, loro) che nei giorni 4 e 5 novembre in Piazza Risorgimento si diffonderà la caratteristica fragranza di tanti tartufi bianchi in una mostra mercato detta “Diamanti a tavola”, che Pro Loco e Comune organizzano da qualche anno con successo.Sono “diamanti” nostrani, cavati su colline e in valli pre-sibilline e non hanno nulla da invidiare ai più rinomati tartufi. In locali adiacenti alla piazza si potrà visitare anche una mostra-mercato di mobili artistici, raffinati prodotti di una tradizionale scuola di ebanisti del posto. Tra una mostra e l’altra, una ghiotta ristorazione sarà a disposizione dei visitatori con degustazione gratuita di eccellente vino nuovo offerto dalla Cantina Vinicola di Monsampolo del Tronto. Attilio Bellesi

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Inserito da Redazione Amandola.com il 21-10-2000

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