Nervi tesi in tribunale.
Nervi tesi ieri mattina in Tribunale. Di fronte due coetanei che si contendevano l’amore della stessa ragazza Minacce al ”rivale”: multato Giovane assolto dall’accusa di aver picchiato ”l’altro” per vendettadi ANNAMARIA VITALITrentamila lire di multa a Gianfranco Foresi, 29 anni di Amandola, per avere minacciato il rivale in amore, durante una lite in casa di amici, il 25 aprile del’96. Assolto invece dall’imputazione di lesioni gravi, per avere preso a pugni, sempre il suo rivale, provocandogli la frattura del setto nasale. Riguardo tale accusa, i giudici hanno accolto la tesi della legittima difesa sostenuta dall’avvocato Fernando Froldi (difendeva Foresi).Questi i fatti secondo la ricostruzione dei testimoni: mentre Gianfranco Foresi si trovava in Inghilterra, Paolo Eusebi, parte civile, intreccia una relazione sentimentale con la fidanzata di Foresi. Al ritorno di quest’ultimo in Italia, la notizia si è già diffusa tra gli amici, ma la bomba non esplode finché una sera, i tre protagonisti non si ritrovano insieme nell’appartamento di un amico comune, in via Don Minzoni. Eusebi inizia a ironizzare e ridere nei confronti di Foresi, che gli dice: «Non ti sentire un eroe perché sei stato con la mia fidanzata». Gli risponde Eusebi: «Sta calmo o ti spacco la faccia». «Te la spacco io la testa», rombecca Foresi, minacciandolo con una bottiglia.A questo punto i commensali, per calmare le acque, separano i due e invitano Eusebi ad andarsene. Questi esce, ma attende all’esterno l’arrivo di Foresi, «per regolare i conti», come ha detto il pm Massimiliano Siddi nella sua requisitoria. Il secondo incontro degenera di nuovo, questa volta partono i pugni e scorre il sangue, quello di Eusebi, che, colpito in pieno viso, riporta lesioni al naso guaribili in 73 giorni. Finita la mischia, Eusebi grida a Foresi, che a sua volta malconcio se ne sta andando a casa, di volerlo denunciare e si reca subito dai carabinieri, ancora prima che al pronto soccorso. Dalla sua querela sono partite le indagini che hanno portato al processo. Anche in aula sono volate parole grosse e gli animi continuavano a bollire.La sentenza dei giudici, invece, è stata mite, come la richiesta del pm Siddi, il quale, parlando «del classico regolamento di conti per questioni affettive», aveva chiesto una pena minima per la minaccia e le lesioni, l’assoluzione per le rispettive ingiurie.
















































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