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“Mi chiamavano mucca pazza”.


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«Mi chiamavano mucca pazza» AMANDOLA — «Si porta a conoscenza che il campione di mangime prelevato lo scorso 24 gennaio è risultato negativo per la ricerca di farine di origine animale». Poche, stringate righe, che non ripagheranno i titolari dell'azienda agricola amandolese Vitali, difesa dall'avvocato Nazario Agostini, di oltre venti giorni di umiliazioni e accuse, dopo che sul loro allevamento di bovini era sceso il tremendo sospetto di aver utilizzato un prodotto proveniente dalla ditta Virgili di Monte San Martino e considerato a rischio. Un marchio di infamia che ieri il comunicato dei Nas di Ancona ha cancellato, spiegando che le analisi dell'Istituto zooprofilattico hanno dato esito negativo. «Ma è stato un periodo tremendo — afferma Pino Vitali, che assieme al fratello Massimo porta avanti l'azienda — durante il quale venivo apostrofato dai miei paesani col nome di 'mucca pazza' dovunque andassi. Dopo anni di lavoro e sacrifici, in pochi giorni mi è letteralmente caduto il mondo addosso, mentre tutti gli ordinativi venivano immediatamente cancellati. Eppure non credo di aver meritato ciò, poichè ho fatto sempre il mio dovere. Il mangine di origine animale non so neppure che colore abbia. Senza dimenticare che anche le analisi sul campione prelevato il 4 gennaio avevano dato esito negativo». Ora il sospetto sembra definitivamente allontanato, ma riconquistare la fiducia dei clienti, “disintegrata” dal sequestro disposto dai Nas, non sarà certo facile. «Se ti hanno detto che quella carne potrebbe essere di 'mucca pazza', ce ne vuole per convincerti che, invece, è tutto a posto — sottolinea l'allevatore amandolese —. Spero comunque di riuscire a vendere questi capi, anche perché il fatto di essere dovuti rimanere fermi per oltre venti giorni ha pesato non poco sulle nostre casse. Benché sequestrati, i vitelli continuano pur sempre a mangiare». Ora la speranza è che la burocrazia non peggiori ulteriormente la situazione, disponendo in tempi brevissimi il dissequestro dell'allevamento e consentendo ai fratelli Vitali di tornare così a macellare i propri capi nel mattatoio comunale. Massimiliano Paoloni INIZIO PAGINA

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Inserito da Redazione Amandola.com il 15-02-2001

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