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Mais transgenico, filiera compromessa


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Sequestri di granelle contaminate ad Amandola e Porto d’Ascoli Il Corpo Forestale si è mosso in ritardo Organismi geneticamente modificati, i consorzi agrari si costituiranno parte civile AMANDOLA – “Sia chiaro che i coltivatori, in questi casi, sono le prime vittime”. Il commento è del comandate del Corpo forestale, Benedetto Ricci, dopo la scoperta in due depositi di altrettanti agricoltori, uno ad Amandola e uno a Porto d’Ascoli, di granelle di mais contaminate da ogm. Sarà ora la procura a decidere come proseguire, ma appare certo che nel mirino ci sarà la multinazionale che fornisce i semi. Ed è probabile che vi saranno seri risvolti penali oltre al fatto che già sarebbe stata annunciata la costituzione di parte civile da parte dei Consorzi Agrari. Allo stato si stanno valutando eventuali collegamenti tra le rivendite e la casa produttrice delle granelle, dato che la quasi totalità della produzione di mais in tutta la regione viene fatta risalire ad un unica multinazionale. Le analisi su campioni di mais prelevati, che sono qualitative e non quantitative, hanno confermato, purtroppo, la presenza in tutte le coltivazioni del “Mon 80010″, per altro sospeso dalla commercializzazione con un decreto del governo. Si fa quindi fatica a capire come mai gli Ogm risultino presenti a fronte del divieto. Evidentemente, a monte, non c’è nella filiera una chiara separazione tra prodotti Ogm e prodotti “incontaminati”. Il problema sostanziale dunque è che esiste una diffusa presenza di organismi geneticamente modificati in tutte le coltivazioni e questo è un problema che allarma e di cui la politica dovrà farsi carico. E’ un problema che se non risolto a livello politico appare ormai inarrestabile e ciò mette in seria discussione tutta la politica attuata per valorizzare la filiera qualitativa dei prodotti e delle culture biologiche.Ad Amandola, il Corpo forestale è stato attivato in ritardo, quindi si è potuto fare i campionamenti solo sulle culture che si è riusciti a rintracciare perchè stoccati nei magazzini degli agricoltori. Per la campagna del prossimo anno le cose, almeno si spera, cambieranno in quanto la Regione si è attivata con un programma di prevenzione in materia di ogm per effettuare i campionamenti direttamente sui lotti di terreno. Ancora prima quindi della fase di commercializzazione, e questo sia per garantire gli agricoltori che per capire l’entità del fenomeno. Gli investigatori non sembrano avere dubbi sulla provenienza delle granelle geneticamente modificate anche se il nome della multinazionale viene mantenuto nel più assoluto riserboSono in corso altre indagini per verificare l’eventuale connessione tra la ditta produttrice e le aziende sementiere.LUCIANO SGAMBETTERRA

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Inserito da Redazione Amandola.com il 21-12-2003

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