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Le spighe dorate rinnovano il rito


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Le spighe dorate rinnovano il rito AMANDOLA – La tradizionale festa delle Canestrelle in onore del Beato Antonio, che avrà luogo stamattina ad Amandola, è un'escursione unica nel mondo rurale di fine Ottocento. Il 'Museo della civiltà contadina', meta ogni anno di centinaia di turisti, dimostra che la cittadina montana è da sempre legata alla vita agreste. La Festa delle canestrelle, creata 104 anni fa da Padre Nicola Concetti, che fu rettore del locale Santuario, sta tutta nell'offerta del grano, che per il popolo rappresentava “la vita, il lavoro, la gratitudine al Signore e la sensibilità spirituale della gente”. Un appuntamento di richiamo, da vivere con silenzio solenne e un briciolo di nostalgia per i tempi andati, quando possedere una 'quarta' di grano equivaleva a star felici per alcune settimane. Così scriveva, oltre un secolo fa, Padre Nicola Concetti nelle sue 'Memorie': «La festa delle Canestrelle fu istituita nel 1897 in occasione della nuova urna. Si dovette lottare con molte contraddizioni. Fu mosso il custode del Beato Antonio dal desiderio di scuotere il popolo, che con le solite feste-fiere che consistevano in esporre il corpo del Beato dalle otto del mattino alle tre dopo mezzogiorno ed in una messa cantata detta degli Angeli, ormai aveva perduto ogni devozione. Poiché se in detti giorni v'era un po' di folla, questa veniva formata da fieraioli-forestieri. Di più, essendo il Beato Antonio comprotettore di Amandola dal 1470, era giusto che in un giorno dell'anno venisse festeggiato con cerimonia esterna, impossibile il 25 gennaio per ragione della stagione e della fiera. Aggiungasi ancora che una festa in una cittadina come Amandola non può riuscire se non in giorno festivo di precetto ed in epoca in cui i contadini non abbiano ad attendere fieni, frumento, vendemmia. Per queste ragioni la Festa delle Canestrelle si deve fissare per sempre nella domenica immediata al 28 agosto. Certamente che per istituirla, il custode non perdonò a spese, e queste superarono il prezzo del frumento (…) Le canestrelle si riuniscono nella chiesa di S. Francesco dalla quale vengono processionalmente alla chiesa di S. Agostino e da questa al magazzino. Appena finita la processione ha luogo la Messa Solenne. Essendo il territorio di Amandola assai dilatato, e le vie incomode, non si può pretendere che si riuniscano in S. Francesco prima delle ore 9 del mattino. Ad ogni canestrella si incominciò con dare centesimi 25, ma quest'anno, 1901, si darà centesimi 50». Cambiati i tempi, il rito si rinnova. Oggi come ieri.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 26-08-2001

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