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Le forbici della Regione sui posti letto


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Chirurgia e Medicina subito nel mirino, ma ci saranno anche i potenziamenti dei servizi per gli anziani, lungodegenza e riabilitazione Le forbici della Regione sui posti letto Al via ieri la discussione della maggioranza sulla decurtazione di 1400 unitàdi FEDERICA BURONIANCONA – La maggioranza di centro sinistra, allargata all’Italia dei Valori (con Dante Merlonghi) e ai Repubblicani europei, inizia il confronto per ridisegnare la rete ospedaliera nelle Marche, a partire dal taglio dei posti letto. Ieri, il primo incontro ufficiale sulla questione la cui discussione durerà sino a metà ottobre quando la giunta farà l’atto che poi presenterà in consiglio regionale. Poco o nulla è stato aggiunto sull’Asl unica e sulle aziende ospedaliere che, ad oggi, restano due: Pesaro e Torrette. Tutta la riunione, come ha fatto sapere il presidente della Regione, Vito D’Ambrosio, è stata concentrata sulla ristrutturazione delle funzioni assistenziali legate al decreto Sirchia.La “bozza” dei tagli e delle riconversioni è stata consegnata ieri ai segretari regionali e ai capigruppo consiliari: numeri non ancora definitivi e, come tali, soggetti a ulteriori modifiche nel corso delle prossime settimane. «C’è un’ipotesi di base con alcune alternative», si è limitato a spiegare D’Ambrosio.Il taglio, comunque, come prevede la legge, deve essere di 1400 posti letto, quindi dagli attuali 7.900 si dovrà passare a circa 6000 basandosi sul criterio della media dei ricoveri.La cura dimagrante della sanità interesserà in primo luogo le Chirurgie. Proprio questi reparti sono stati ieri al centro dell’incontro: la giunta ha ribadito che devono essere pochi, localizzati in modo strategico e soprattutto di qualità. Il dito è puntato soprattutto sugli ospedali di polo, cioè quelli periferici, diciotto in tutte le Marche. In buona sostanza, in tutti questi ospedali (tranne Novafeltria e Amandola), la chirurgia funzionerà solo di giorno mentre oggi è attiva 24 ore su 24. Per le urgenze notturne, dunque, bisognerà rivolgersi agli ospedali più grandi, quelli di rete. Con questo sistema, secondo l’esecutivo, il risparmio sarà notevole e, a proposito, nel corso della riunione, molti hanno chiesto i dati di questo potenziale risparmio.Tagli più o meno consistenti sono previsti poi in medicina generale dove molti posti letto saranno riconvertiti in lungo degenza, un ambito che invece la giunta intende potenziare come quello della riabilitazione. Una prima bozza di numeri, ancora molto approssimativa, parlava per lungodegenza e quindi post-acuzie di un passaggio da 100 a circa 650 posti letto mentre per riabilitazione da circa 200 a 734 posti. Altri tagli sono messi in conto, come nelle previsioni, per le discipline specialistiche come otorino-laringoiatria, oculistica, neurologia, dermatologia nonchè ostetricia e ginecologia (già chiusa quella di Amandola).Nessun ospedale sarà chiuso, se non, ma già è per metà inattivo, quello di Porto San Giorgio, i cui reparti saranno trasferiti nel nosocomio di Fermo. Bilancio positivo per l’Emergenza regionale che, è stato detto, è la più sviluppata d’Italia con le sue 32 ambulanze con medici a bordo. Sono poi in previsione interventi per gli anziani non autosufficienti con la creazione dei Nar (sorta di case protette) e a favore dei malati di Alzheimer. «Molte cose però restano in sospeso – ha dichiarato ancora D’Ambrosio – in attesa di conoscere in questi giorni le richieste che verranno fatte alle Regioni dalla Finanziaria».Su questi nodi politici ieri la maggioranza di Centrosinistra ha cominciato a ragionare dando il via ad un percorso politico che senza dubbio incontrerà le resistenze dei “piccoli”, che alla fine resteranno i più penalizzati da tutta questa operazione di riordino della sanità.I prossimi incontri della maggioranza sono stati fissati il 7 e l’11 ottobre prossimi, giusto il tempo, insomma, perchè l’esecutivo approvi la proposta, entro metà mese. Contemporaneamente, ha chiarito D’Ambrosio, andrà avanti «un confronto serrato con le parti sociali» in modo di giungere alla scadenze fissate.Di Asl unica e aziende ospedaliera ieri non si è discusso anche perchè, ha spiegato il governatore «sono questioni su cui c’è una posizione precisa della giunta e sulle quali ormai si deve pronunciare il consiglio».

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Inserito da Redazione Amandola.com il 26-09-2002

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