La Serit ha soppresso lo sportello.
AMANDOLA — La Serit ha soppresso lo sportello AMANDOLA — La Serit ha soppresso lo sportello esattoriale di Amandola. Una decisione inspiegabile. Ci eravamo occupati del caso un anno fa: denunciammo il rischioso ridimensionamento dello sportello. La Serit replicò che non ci sarebbe stato lo smantellamento. Alla faccia! I fatti sono sotto gli occhi di tutti: lo sportello è stato cancellato; conseguenze poco simpatiche per i cittadini del comprensorio. D'ora in avanti gli utenti potranno pagare i tributi in banca o alle poste, ma per coloro che vorranno chiedere spiegazioni o contestare, saranno dolori. In provincia, gli unici uffici della Serit sono a Fermo, Ascoli, Porto S. Elpidio e San Benedetto. Quello di Amandola rappresentava il punto di riferimento di una vasta area montana, ma così è stato deciso. Vi lasciamo immaginare i disagi di un pensionato che, per informarsi su una bolletta maggiorata, voglia rivolgersi allo sportello della Serit: beh, d'ora in avanti dovrà percorrere le mulattiere della Statale 210 e recarsi a Fermo, oppure avventurarsi verso Ascoli… I cittadini si chiedono i perché della soppressione. Questioni economiche? Non regge! Ad Amandola prestava servizio una sola impiegata (trasferita a San Benedetto) e un messo part-time vicino al pensionamento. Con un budget risicato, per decenni (e dal '90 dopo la riforma) Amandola e i paesi vicini avevano usufruito di un servizio importante. La gente del luogo è inviperita perché il taglio è avvenuto in modo carbonaro, deciso dalla direzione della Serit (non dal Consiglio?) e comunicato a mezzo di un normale volantino affisso all'ingresso dalla Carisap, dove la Serit aveva trovato ospitalità. La trasparenza e l'informazione sono andate a farsi benedire. Qualcuno ha commesso un errore, nella forma e, ancor più grave, nella sostanza. Fabio Paci INIZIO PAGINA
















































COMMENTI