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La mia regione singolare SOMMARIO


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Parchi sui monti e sul mare ovunque tante piazze e straordinari campanili Gramsci non c’entra La mia regione singolare SOMMARIO APPOGGIO gli occhiali, sbadiglio, la spiaggia é un deserto, mi vedo bambina fra le onde, qui si smette subito di toccare, bisogna nuotare. Arriva Ferruccio: Anna, ecco il tuo gelato. Buttalo, quel giornale. Le Marche sono altro. Alzo lo sguardo, il sole sta arrossendo, il Conero svetta ombroso, comincio a mangiare, non faccio rumore.Ieri ho compiuto 45 anni, sono nata nelle Marche e non ci sono mai stata troppo male, strano. Dopo la laurea, a Venezia, avevo deciso di andarmene. Ragioni plurali mi hanno spesso reclamato altrove. Per passioni, affari, amori sono stata lì lì per trasferirmi in altre regioni. Per ora resto. Anche se mio padre é morto, mio marito si é risposato, mia figlia é grande. Forse resto solo per i mestieri che faccio, strani.Le Marche sono una regione singolare. Ha confini, migrazioni, emigrazioni, immigrazioni. Ha storie, popoli, eventi, lunghe durate. Ha statistiche, primati, eccezioni, relatività . Non ha Costituzione.Le Marche sono una regione singolare. Nessuno si é mai messo d’accordo sui territori originali, naturali, amministrativi nelle varie marche, sulla loro gerarchia o sulle gerarchie urbane all’interno di ciascuna, sul rapporto marche-province. Mia madre lo sa.Le Marche sono una regione singolare, parchi sui monti e sul mare, una specifica campagna, ovunque tante piazze e straordinari campanili. Gramsci non c’entra. Neppure so se ci sia una più bella città  delle Marche. La mia Macerata compara meste grazie, Jesi (la mia preferita) ha più beni e siti, Ascoli il miglior centro storico, Pesaro più attività  culturali, Fermo più libri e cinquecentine, Fabriano più potenti e più deputati, Ancona é un capoluogo a capo di altri luoghi e storie, Fano e San Benedetto hanno il mare e i pescatori, Senigallia anche i cuochi, Urbino il palazzo; in provincia la mitica Recanati ha tempi poetici, la diffusa San Severino memorie di antichi Sgarbi, la ricca Civitanova le scarpe da fare, l’operosa Tolentino un museo della caricatura, la roccata Camerino più universitari che abitanti.Le Marche sono una regione singolare. Per spostarsi da un quartiere periferico al centro di Roma ci vuole più tempo che per raggiungere una qualsiasi delle piccole città  marchigiane partendo dall’altra.Le Marche sono una regione singolare, non plurale come troppi da tanto tempo ripetono. Per pigrizia. Oppure perchà© frequentano poco le biodiversità  di altre regioni. Io di ambiente capisco poco, perà sono stata costretta a girarle tutte, spesso. Ora insegno all’Accademia di Macerata, ne sono stata addirittura la direttrice dal 1997 al 2001. Poi sono stata eletta deputata, ancora nel 2006 con la lista marchigiana dell’Ulivo. E continuo a girare. Talvolta in tondo, come adesso, in quota fassiniana senza fiato e interesse per il partito democratico. Finirà per restare sola. Sola vivo. Nel monolocale romano, quelle poche ore che ci capito. Nella casa di via Lori, quando non dormo da Giulio. E continuo a insegnare, pur senza essere pagata. Le Belle Arti sono solo diciannove in tutt’Italia, il massimo della precarietà , meglio non rischiare.Prendo un altro cucchiaino di gelato. I soli decidono a maggioranza, non convocano referendum.Quando devo riflettere passeggio per il lungomare, a primavera e in autunno mi commuovo con tartufo all’uovo e una pallina di nocciola. Se puà Giulio mi accompagna, beve il caffé, ha il diabete il mio compagno, spilungone secco, da una vita cronista di nera, comprensivo per la mia fondentedipendenza. A Portorecanati ho trascorso tutte le intere estati, fino alle superiori. All’oratorio giocavo a pallavolo con i maschi, più tardi ho schiacciato da centrale nei palazzetti di mezz’Italia in serie B.Un giorno vi racconterà la storia del morto in bicicletta, avvenuta qui vicino, sul tratto di mezzo, quaranta anni fa, dove prima c’era un ristorante di brodetto, quasi in corrispondenza dei salesiani. Ci si potrebbe scrivere un giallo. Nonno era cuoco, io ero piccolina, presi paura, mio padre mi faceva compagnia di notte e mi insegnava ad andare in bicicletta di giorno. Lì é facile. Non passano le macchine, soggiorno e spiaggia stanno insieme. Che ci venisse assassinato un bagnante, no, non se lo aspettava nessuno. E’ da allora che il crimine mi incuriosisce ed é lì, sulla sdraio di casa, davanti a mamme con carrozzina e figli con bici, che ho cominciato a leggere i polizieschi dell’ottantasettesimo distretto. Poi ho continuato in treno: gialli e neri, i libri. Politicamente mi correggevo con il rosso. Salivo a Civitanova per andare in laguna, salivo a Fabriano per Roma, alle riunioni. Una volta l’omicidio lo incontrai di persona, Alberto il ferroviere quasi ottantenne, nessuno capì dove era accaduto, alla partenza, all’arrivo, in movimento la scena del crimine risultà improbabile. Ricordava un quadro di Mafai. Vi racconterà anche questo. E, poi, la storia di Aris, la Grecia, i bimbi rom. Non mi piace la narrazione scritta, ho timore di essere noiosa o troppo umorale; preferisco chiacchierare, spiegare con la voce. Oppure conferenziare.Ora a Roma ci vado in aereo. E non vado più in bicicletta. Sento che costruiranno altre strade. La singolarità  delle Marche non piace. Servono bretelle, complanari, svincoli, corsie. Ormai é tutta una rotatoria. Appena appena completato qualche attraversamento più rapido dell’Appennino, magari qualcuno pensa ad altro, piste e binari non sarebbero male. Antiche ferrovie (là  per Amandola verso Spoleto), nuove ferrovie (Piediripa-Sforzacosta-Abbadia di Fiastra-Urbs Salvia), un reticolo di metropolitane non urbane di superficie, parallele a piste ciclabili, intermodali tirano di più.Mi imbocco le ultime gocce di gelato, é ora di alzarsi, con questo clima nemmeno gli orsi vanno in letargo. Guardo il titolo che ironizza sulla mia fiducia: La Salvucci si allinea. Alla Camera abbiamo già  votato la finanziaria, un chilo e mezzo di articoli. Ora chiamo Silvia, dovrebbe aver finito lezione. E stasera Giulio si é invitato a cena, il figlio va male. Per ora resto, non parto. Forse dopo. Il noir non ha soluzione, sta dalla parte delle vittime. O dei cattivi.REDAZIONALEcorriere adriatico 

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Inserito da Redazione Amandola.com il 26-11-2006

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