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La chiusura del reparto diventa un caso nazionale


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Amandola Parti sempre più difficili: la chiusura del reparto diventa un caso nazionale AMANDOLA — E l’ospedale di Amandola, o meglio la chiusura del suo punto nascita, diventa un caso nazionale. Ieri, in esclusiva su “Famiglia Cristiana" sono stati pubblicati i risultati di un’indagine sui piccoli ospedali italiani nel quadro della campagna “Chiusi per forza" promossa da “Cittadinanzattiva". Secondo quest’ultima «è difficile soprattutto partorire ad Amandola, in provincia di Ascoli Piceno, dove da circa tre mesi è chiuso il reparto di Ostetricia e ginecologia e le future mamme sono costrette a fare non meno di 50 Km per raggiungere l’ ospedale più vicino».«Le donne di Amandola non sono certo più fortunate di quelle di Domodossola, venute alla ribalta nelle scorse settimane — dichiara Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato, in visita ad Amandola —. Il reparto di Ostetricia e ginecologia è stato oggetto di un processo di depauperamento che lo ha portato, negli anni, dai 132 parti del 1998 ai 61 del 2001 ai 25 del 2002 (fino al 30 giugno). Gli interventi ginecologici sono scesi dai 129 del 1998 ai 95 dello scorso anno, ai 31 dei primi sei mesi del 2002; anche i ricoveri sono calati dai 393 del 1998 ai 228 del 2001, ai 70 di quest’anno».«Ancora una volta — commenta sempre Inglese — si decide di chiudere un reparto senza prima aver nulla di sicuro ed efficiente da offrire. In questa fase di transizione, infatti, il protocollo della Asl 13 garantisce solo la presenza di un’ostetrica per le 12 ore diurne, dalle 8 alle 20, mentre la stessa resta reperibile nelle ore notturne. In caso di urgenza, l’ ostetrica è tenuta ad accompagnare la gestante, in autoambulanza, verso l’ospedale più vicino (non meno di 50 Km). In compenso l’ autoambulanza è dotata di culla per il nascituro. Si dice ai cittadini che si chiudono i reparti per mancanza di sicurezza e si offrono loro in cambio servizi ancora meno sicuri». Stasera ad Amandola la Casa delle Libertà ha organizzato un’assemblea pubblica.Intanto la sorte del punto nascita di Amandola sembra accomunata a quella del punto nascita dell’ospedale di Novafeltria. Ieri nella cittadina pesarese più di 300 mamme hanno sfilato per le vie per manifestare appunto contro l’ ipotesi di chiusura del reparto di ostetricia dell’ ospedale Sacra Famiglia. Il corteo, partito dallo stesso nosocomio, si è fermato davanti al Comune per poi proseguire verso la sede dell’ Ausl, dove i sindaci della vallata erano riuniti in assemblea, insieme al direttore generale Angelino Guidi.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 13-09-2002

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