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«Il teatro sfonda barriere e tira fuori tanta energia»


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«Il teatro sfonda barriere e tira fuori tanta energia» RIPATRANSONE — S’intitola «Non bastano due ali per essere angeli» ed è lo spettacolo organizzato dal Teatro della Comunità, diretto dall’attore e regista Marco Di Stefano, che si svolgerà questa sera al Mercantini. Non mancheranno le sorprese, anche se la più grande è legata all’energia e allo spirito di collettività sprigionato dai partecipanti. Giulia Carnevali,19 anni, è un’aspirante attrice padovana che studia teatro a Roma, e ha collaborato con Di Stefano al Festival di Amandola. «La Comunity non è uno spettacolo, ma uno stimolo continuo che alimenta in modo micidiale i sogni.Durante lo spettacolo esce la mia fede incrollabile nell’energia e nelle varie componenti della vita». Mihaela Ganea, 28 anni, è un’attrice drammatica nata in Romania ma residente a Corridonia. «Il momento più bello della Comunity è l’incontro, perché ognuno di noi condivide qualcosa di sé con gli altri. Non ho sogni, mi piace trasmettere un messaggio autentico e sono convinta che un attore porti veramente sul palco quello che è nella vita». Secondo spettacolo per la ripana Sabrina Pignotti (15 anni, liceo scientifico tecnologico) che adora il teatro perché «unisce persone molto diverse tra loro. Mi sento a mio agio sul palco e, nonostante gli impegni scolastici e sportivi, spero di poter seguire anche il laboratorio invernale. Da grande, però, mi piacerebbe diventare giornalista». La scrittrice Claudia Basilici, 48 anni, è una viennese che vive a Porto Recanati, lavora come guida turistica, è iscritta a un’associazione poetico musicale e canta anche come contralto nel coro della Schola Cantorum. «È stato l’amore per lo spettacolo a portarmi qui, oltre alla stima nei confronti di Marco con il quale ho lavorato al teatro Lauro Rossi di Macerata. Trovo il Mercantini una splendida ‘bomboniera’ che permette maggiore intimità con il pubblico». Stefano Bianchi, 31 anni, è un commerciante di Loreto che si dedica al teatro da oltre 20 anni e di recente ha collaborato con Di Stefano in diversi spettacoli. «Partecipo volentieri alla Comunity perché è un terreno dove si può interagire con persone diverse e instaurare un rapporto che spesso dura nel tempo. Resterò sempre in ambito teatrale, i miei sogni sono un lungometraggio importante e poter lavorare con Benigni e Amelio». Andrea Di Cosmo, 23 anni, è nato a Gioia del Colle e studia scienze della comunicazione a Macerata. «Il teatro arricchisce le persone attraverso la sperimentazione di cose che nella vita quotidiana non vengono fatte. È un luogo dove si può impazzire lecitamente perchè regna la più assoluta libertà, ma è un disordine apparente in cui tutto è ben studiato. Mi piacerebbe diventare critico culturale». Guido Mallardi, 27 anni, è un compositore di Macerata e sostiene che «nella musica, come nella vita, è necessario incarnare diversi personaggi per conoscere meglio se stessi. La soluzione migliore è il teatro perché sfonda le barriere autoimposte dalla società e tira fuori l’energia che abbiamo in forme congelate». Sergio Vallesi, 29 anni, è un ingegnere sambenedettese che suonerà in scena il didjeridoo, strumento degli aborigeni australiani. «Sono sempre in viaggio, anche quando mi trovo nella mia terra madre, quindi non rinuncio mai a ogni nuova esperienza che vivo come fonte di ispirazione. Mi occupo di cultura permanente, ‘movimento’ che diffonde un modo di vivere minimale attraverso una serie di principi che permettono di interagire con il mondo in modo costruttivo». Andrea Vecchiarelli, 38 anni, leader della band Varechina Loredana, è un’habituè della Comunity. «Mi sono imposto di stare il più possibile al Mercantini affinchè l’amministrazione comunale tenga sempre aperto il teatro ai giovani. Sogno di realizzare un musical come ‘Full Monty’ con protagonisti ripani». Eleonora Recchi (12 anni, II media), partecipa alla Comunty perché «è un’esperienza che unisce persone e paesi». Rosita Spinozzi

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Inserito da Redazione Amandola.com il 25-09-2004

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