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Il rebus energia


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Caro Carlino,l’esigenza della creazione o del potenziamento di una industria nucleare (non connessa a piani di armamento) é oggi considerata dagli Stati la chiave di volta dell’espansione industriale, specie in un mercato globale ove la concorrenza é spietata. E cià non solo per il graduale esaurirsi delle fonti tradizionali di energia (carbone, petrolio, gas naturali) ma anche per l’autonomia degli stessi stati. Di fatto l’energia libera dalla necessità  di massicci approvvigionamenti, con relativa dipendenza dai paesi fornitori. Dipendenza che ha un peso gravissimo sia sul piano politico che su quello economico, mettendo in gioco la stessa sovranità  nazionale e il futuro del paese importatore.xxxEbbene, di fronte ad un problema così gigantesco e vitale che cosa fa la classe politica di un paese come il nostro che ha messo al bando il nucleare? Essa, nella più totale irresponsabilità , si culla nel lontano risultato referendario, deciso non dalla ragione ma dalla strumentalizzata paura della gente (ricordate l’incidente di Cernobil?). Oggi l’esito sarebbe diverso. E si culla anche nelle presunte risorse salvifiche dei biocombustibili che, peraltro, sono sfruttati in maniera insignificante, e mai potranno essere alternativi al nucleare.Al contrario, la fissione nucleare, che nel campo civile trova la sua applicazione pratica nei reattori, permette di costituire in loco un immenso potenziale energetico, che sottrae a ricatti e capricci altrui. La Cina, quarta economia mondiale, sia per volatilità  dei prezzi petroliferi sia per problemi di inquinamento, ha deciso di aumentare la quota del nucleare costruendo ben trenta reattori atomici.xxxNel Belpaese, su cui, per la lungimiranza dei politici, verranno scaricati i costi fatalmente sempre più pesanti dell’energia, sono state inattivate le due centrali in funzione e bloccata la costruzione della terza, imboccando verosimilmente la strada della recessione.E cià mentre l’energia dell’atomo viene tranquillamente utilizzata (e venduta anche all’Italia) negli stati confinanti. Così va l’Italia, ma il cittadino non puà sempre subire passivamente.Servirebbe una visione più lungimirante per risolvere i problemi legati all’energia, ma questa “ ahimà© “ non ce l’hanno i nostri politici. E allora non resta che sperare di non peggiorare l’esistente. Cordiali saluti.Attilio Bellesi (Amandola) Resto del Carlino

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Inserito da Redazione Amandola.com il 03-02-2007

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