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Il parere di Merlonghi


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IL PARERE DI MERLONGHI «La tragedia del Nord può ripetersi qui»Sarebbero guai se piovesse per 72 ore di seguito. Le telecamere controlleranno i fiumi «Potrebbe accadere anche nella nostra provincia il disastro che in questi giorni ha interessato il Nord». Lo dice senza mezzi termini il coordinatore della Protezione civile provinciale Dante Merlonghi che punta l’indice sulla scarsa prevenzione, sulla cementificazione e sulla manomissione dei fiumi, sull’abbandono delle aree boschive che influenza in senso negativo il corso delle acque. «Basterebbero 72 ore di pioggia incessante per metterci davvero in ginocchio» nota Merlonghi. «Per quanto riguarda il rischio di alluvione c’è da tenere soprattutto sotto controllo il Tronto, l’Aso, il Tenna, l’Ete Morto e il Tesino. E’ basilare per evitare disastri l’opera di pulizia lungo i fiumi per la quale dovrebbero intervenire in modo diretto l’Autorità di Bacino e l’ex Genio Civile. Un problema grosso è rappresentato dagli sbarramenti che vengono creati dalle industrie con i loro insediamenti. Non capisco per quale ragioni si continui ad autorizzare insediamenti produttivi a ridosso delle sponde nonostante l’esperienza del passato. I fiumi sono tenuti costantemente sotto controllo grazie alle aste idrometriche fatte montare sui ponti più importanti della provincia. Oltre a queste entreranno presto in funzione le telecamere che fanno parte della rete regionale di Allerta idrogeologico. Nel nostro territorio ne sono previste sette (per il Tronto, Aso, Ete, Tenna, Menocchia e Tesino)». Oltre alle esondazioni i rischi, continua Merlonghi, sono concentrati sulle frane. In tutto il territorio provinciale si verificano smottamenti e cedimenti di terreno. Anzi per dirla con le parole dell’assessore provinciale alla Protenzione civile Pasquaré «non c’è in pratica un comune non interessato da frane». Le carte topografiche del servizio regionale di Protezione civile visualizzaziono una situazione a macchia di leopardo a dir poco impressionante. A Poggio di Bretta, Maltignano, Castignano, Venarotta, Montefalcone, Rotella, Force, Appignano, Ripaberarda, le situazioni più eclatanti, tanto per dirne qualcuna. Ad Ascoli ci sono, oltre alle situazioni ad alto rischio anche altre a rischio minore come a Porta Romana, sull’Annunziata, nella zona di Monte Rocco. «Vogliamo conoscere finalmente le carte del rischio -dice Prezzavento di Legambiente-perché nessuno ce le ha mai fatte vedere. In quanto a Brecciarolo e Porta Torricella riaffermiamo che in queste zone non si doveva costruire». S.B.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 18-10-2000

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