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Il futuro dello spettacolo nel Piceno


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Il futuro dello spettacolo nel Piceno Troli: «Lasciamo la lirica agli altri» di TIZIANA CAPOCASA «Le risorse per la cultura si riducono sempre di più, ogni Comune deve individuare pertanto la sua specificità e collegarsi ad un sistema integrato. E’ impensabile che tutti possano fare tutto». Così ha esordito l’assessore provinciale alla Cultura, Olimpia Gobbi, all’incontro con gli assessori alla cultura dei vari Comuni del Piceno. «Va costruito un sistema culturale del Piceno ha continuato per ottimizzare le risorse ed evitare la frammentazione e polverizzazione dell’offerta culturale. Spesso le iniziative sono scoordinate, doppione o senza un legame con il territorio. Il pubblico è disorientato, bloccato dall’eccesso di offerta». Da evitare inoltre i contributi a pioggia, senza ritorno d’immagine e crescita del territorio. Al confronto-dibattito con gli amministratori Gobbi era affiancata dal dirigente della Provincia Matilde Menicozzi e dal presidente dell’Amat Gino Troli. «Dal ’99 ad oggi ha ricordato Menicozzi i fondi regionali per la cultura della legge n. 75, a cui hanno accesso le Province, i Comuni ed i privati, sono passati da 939 mila euro a 370 mila. Per l’allestimento di Scena Picena, che mette in rete i teatri della provincia in un unico cartellone, si spende 100 mila euro». Troli ha consigliato di pensare ad un Teatro d’Europa con grandi stagioni di prosa e di lasciare la lirica «troppo costosa» ai Comuni di Jesi, Macerata e Pesaro che già godono di fondi ministeriali. «Dobbiamo creare un modello culturale ha detto da esportare anche all’estero, fare del Piceno un palcoscenico d’Italia». Ha ricordato anche l’importante ruolo delle fondazioni bancarie nella promozione culturale ed infine la necessità di investire sulla comunicazione, «almeno la metà del budget di ogni singola manifestazione», stando alle indicazioni degli esperti internazionali di economia della cultura, Michele Trimarchi e Alessandro Leon. Infine per l’assessore Gobbi le località di montagna, come Amandola, potrebbero trovare la loro caratterizzazione nel teatro della comunità, invece Grottammare e San Benedetto diventare un polo per il teatro sperimentale (Teatri Invisibili).

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Inserito da Redazione Amandola.com il 08-09-2004

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