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I tre giovani extracomunitari sono accusati di tentato omici


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I tre giovani extracomunitari sono accusati di tentato omicidiodi PEPPE ERCOLISi è aperto ieri davanti al giudice del Tribunale di Ascoli Anna Rita De Angelis il processo carico di tre albanesi accusati di tentato omicidio. I fatti risalgono alla notte dell’11 giugno del ’95, quando ad Amandola una rissa fra i tre albanesi e due italiani finì a colpi di coltello. I tre albanesi, oltre che dell’accusa di tentato omicidio, devono rispondere anche di lesioni e rissa. Tra loro c’è un minore (all’epoca dei fatti), A.D. imputato di reato connesso. I due italiani devono invece rispondere del solo reato di rissa.Quella notte S.P., 29enne di un comune montano, rimase ferito gravemente poiché colpito con alcune coltellate alla coscia sinistra, all’emitorace sinistro e al fianco destro: riportò anche la frattura di una costola. A dare l’allarme fu un suo amico, N.M. anch’egli leggermente contuso al braccio sinistro, che vedendolo riverso a terra e sanguinante chiese aiuto ai Carabinieri ai quali indicò i presunti responsabili dell’accoltellamento: tre albanesi appartenenti alla stessa famiglia residenti a Comunanza. I militari dell’Arma si recarono presso l’abitazione degli stessi dove rilevarono tracce di sangue davanti al portone e lungo le scale. Fu il minore a riferire che aveva gettato un coltello da una finestra interna al palazzo. L’arma da taglio fu effettivamente rinvenuta, abbondantemente sporca di sangue. Si trattava di un coltello di 43 centimetri di cui 22 riferiti alla lama. I tre albanesei, A.D., N.D di 37 anni e B.D. di 36, furono arrestati quella notte stessa con la pesante accusa di tentato omicidio. Della posizione di A.D., come detto minorenne all’epoca dei fatti, si occupa il Tribunale dei minori di Ancona, mentre per gli altri due, assistititi dagli avvocati Felice Franchi e Alessandro Trofino, il processo si è aperto ieri. Secondo la ricostruzione fatta dagli albanesi, la notte dell’11 giugno del ’95 ci fu una lite all’interno di un locale da ballo nella zona montana, con protagonisti il minore e i due italiani residenti a Comunanza. Sempre secondo il loro racconto, la lite si sarebbe spostata poi all’esterno, nei pressi dell’abitazione degli extracomunitari, ma vi avrebbe partecipato solo il minorenne albanese e non gli altri due congiunti. In assenza di D.A., che doveva essere sentito dal giudice, il processo è stato aggiornato.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 21-02-2002

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