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I tagli di Melappioni indigesti per la maggioranza


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Il vertice sulla riforma sanitaria I tagli di Melappioni indigesti per la maggioranzadi FEDERICA BURONIANCONA – Sanità, accordo di massima sulla proposta dei tagli dell’assessore Melappioni che però va corretta e aggiornata. La “bozza” cioè, tanto per intendersi, che prevede 1069 posti letto in meno ipotizzati nei 33 ospedali pubblici e 11 cliniche private. Un percorso avviato formalmente ieri dalla maggioranza, allargata all’Italia dei Valori e ai Repubblicani europei, che tornerà a riunirsi martedì prossimo. Un piano, insomma, in fieri, un documento ancora aperto non fosse altro per due incognite degne di nota: l’incontro di oggi con Cgil, Cisl e Uil e gli ulteriori tagli previsti dalla Finanziaria con tanto di manifestazione venerdì 11 ad Ancona di tutti gli enti locali. Un appuntamento che ha costretto, si fa per dire, la stessa maggioranza a far slittare l’incontro, fissato proprio per l’11, alla settimana successiva. Particolari importanti che potrebbero anche far cambiare le carte in tavola e non di poco. Con queste due spade di Damocle, ieri la maggioranza è tornata a discutere sulla proposta dei tagli dell’assessore, cosciente più che mai della necessità di giungere al più presto alla fine del viaggio con un via libera ufficiale che consentirà alla Giunta di predisporre l’atto. A proposito di tempi: c’è il rischio che la fatidica data, il 15 ottobre, limite fissato dall’esecutivo per mettere mano al provvedimento, possa slittare di una settimana qualora oggi la situazione dovesse precipitare con i sindacati che hanno già dichiarato, nei giorni scorsi, lo stato di mobilitazione. Intanto, la maggioranza continua a trattare e a discutere considerando come base di partenza la proposta di Melappioni. «C’è una proposta, oggi (ieri per chi legge, ndr), siamo andati avanti. Ma è stata solo una riunione interlocutoria», avverte Massimo Vannucci, segretario regionale Ds. Che aggiunge: «Si sta discutendo per mettere insieme una proposta della maggioranza partendo da quella di Melappioni». Con un sostanziale accordo che, per dirla con qualcuno, si presenta come pura necessità rispetto alla situazione reale che vede il deficit del settore crescere giorno dopo giorno.Affievolite, a quanto pare, le perplessità dei giorni scorsi, le stesse che avevano portato Marco Luchetti, capogruppo regionale della Margherita a lamentarsi per le polemiche sorte sulla gestione dell’assessorato, la maggioranza si mostra disponibile a proseguire il confronto.Tra le altre cose, ieri, è stato affrontato anche il problema dei piccoli ospedali come Amandola e Pergola dove, a quanto pare si sta lavorando per evitare la chiusura nottura di chirurgia e anche di Novafeltria nonchè delle sorti di ostetricia che ha già visto le veementi “mamme” del luogo scendere a valle per protestare contro la ventilata chiusura. «La proposta dell’assessore va migliorata, è comunque una base di discussione», rimarca Cesare Procaccini, segretario regionale dei Comunisti Italiani che, a scanso di equivoci, ribadisce la propria posizione e cioè la prioritaria riorganizzazione dei servizi e Asl provinciali. Un altro punto su cui ieri la maggioranza e la Margherita in particolare hanno insistito riguarda l’incremento dei posti letto per la riabilitazione e per la residenzialità. Nessun riferimento invece alla questione delle aziende ospedaliere che, ad oggi, restano due: Torrette e Pesaro.«Tutta la discussione è ancora aperta anche se c’è un accordo di massima», chiarisce Dante Merlonghi, Italia dei Valori. E poi ancora: «Si sta ragionando in modo serio sulla sanità considerando anche che l’intero complesso degli interventi nel settore dovrà essere valutato alla luce della Finanziaria». In buona sostanza, conclude, «stiamo facendo qualcosa per e nulla contro. Un fatto è certo: mancano i soldi e al più presto bisogna mettere mano al settore».Ma sul chiarimento di ieri, non c’è dubbio che pesi la preoccupazione per l’incontro di oggi con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. Riunione fissata nel tardo pomeriggio e dall’esito della quale dipenderanno assai le sorti della partita sanità e di una riforma il cui iter, sin dall’inizio, si è mostrato difficile e tortuoso. L’incontro di martedì prossimo partirà proprio dai risultati del confronto di oggi. Che sarà lungo considerando che i sindacati tutti non intendono mollare su una questione, come la sanità, che interessa tutti i cittadini.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 08-10-2002

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