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I sedici punti di osservazione contro gli incendi


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I sedici punti di osservazione sparsi nelle zone strategiche serviranno a prevenire il disastroso fenomeno. Coperta solo metà provincia Scatta l’emergenza contro i piromani E’ allarme nel territorio fermano: la maggior parte degli incendi è di origine dolosa di DIANA MARILUNGO”Riteniamo che buona parte degli incendi che accadono e sono accaduti nel nostro territorio siano di carattere doloso”. Questo quanto afferma l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Vincenzo Pasquarè in merito agli ultimi fatti che hanno portato al depauperamento di alcune grosse fette di terreno nelle zone del Piceno. Gli ultimi casi, poi, hanno interessato in particolare il Fermano. Uno degli ultimi eventi incendiari accaduti, quello di Pedaso , secondo l’assessore, confermerebbe questa tesi. “Il fuoco vi è stato appiccato di notte – prosegue Pasquarè – poche ore prima che iniziasse il nostro servizio di prevenzione”. Infatti l’assessorato alla Protezione Civile ha istituito 16 punti di osservazione su tutto il territorio provinciale. “Tre in più rispetto allo scorso anno e attraverso loro riusciamo a controllare, purtroppo, solo poco più della metà del territorio provinciale” precisa Pasquarè, quindi continua: “Attualmente questi punti sono stati organizzati meglio che in passato. Sono stati, perciò, dotati di una copertura e quant’altro per rendere al meglio la loro destinazione d’uso”. Le postazioni, infine, secondo l’assessore alla Protezione Civile sono un punto di riferimento anche per quei cittadini o turisti che trovandosi nelle loro vicinanze volessero segnalare un incendio o quant’altro. “Le postazioni sono nei punti più alti del territorio provinciale – spiega il dirigente della Protezione Civile, Dante Merlonghi – Al loro interno vi operano i volontari di alcune organizzazioni di volontariato. Sono attive dalla mattina fino alla sera. I volontari sono dotati di radio, binocoli e altro materiale con cui sono in contatto con la Prefettura, la Forestale ed i Vigili del Fuoco. Il territorio è tenuto costantemente sotto controllo.” Le postazioni sono ubicate a Sant’Angelo (Montefortino), sulla Strada Sibilla (Montemonaco), a Montalto Marche, a Ripatransone, a Meschia, a Macchia dello Scarpone (Arquata del Tronto), a Venarotta, a S. Giacomo, a San Paolo (Acquasanta Terme), a S. Maria in Capriglia (Tronzano), a Montefalcone, a Cupramarittima (Castello di Massignano), sull’ Ascensione, a Monterurubbiano e a Monternaldo. Tra le associazioni di volontariato che vi prestano servizio vi sono: La Federprociv, il River Keeper di Fermo, i Rangers e l’Amicizia di Ascoli Piceno, la Legambiente, il Gruppo Comunale di Smerillo, il Cai e l’Agesci. “In più – prosegue Merlonghi – vi sono tre postazioni mobili attrezzate che girano per le zone e sono anche in grado di spegnere gli incendi su piccole aree. Chiaro che se l’incendio ha preso piede vengono allertati la Forestale ed i Vigili del Fuoco. La preoccupazione, comunque è tanta -dichiara anche il dirigente provinciale – stiamo tentando di coinvolgere attraverso un’informazione mirata i cittadini perché segnalino il principio di incendio quando si presenta l’occasione. Ci sono anche circa 18 agenti ittico-venatori che hanno potere di multa se incontrano nei boschi chi accende un fuoco”. I Vigili del Fuoco di Fermo (hanno competenza su 35 Comuni) vengono chiamati quattro o cinque volte al giorno, in questo periodo, per far fronte ad incendio di sterpaglie o per spegnere i fuochi che si accendono nei boschi. Gli incendi più grossi che hanno fronteggiato ultimamente è quello di Campiglione di Fermo con 440 quintali di paglia andati in fumo, quello di Pedaso e quello della Ferrovia. La loro area di competenza va dal fiume Chienti all’Aso fino a Servigliano e per il notturno anche fino in Amandola, dove di giorno vi è un distaccamento apposito. I Vigili del Fuoco fermani dispongono di 6 addetti per 4 turni di 12 ore ciascuno. Hanno a disposizione 5 mezzi per fronteggiare gli eventi.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 15-07-2000

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