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“I beni culturali non si toccano”


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L’assessore provinciale insieme a quattro colleghi protesterà formalmente contro l’iniziativa del Governo «Il beni culturali non si toccano» Verducci: «Spesi 55 miliardi di lire per recuperi e restauri di monumenti»di ROBERTA LAZZARINIGli assessori alla cultura delle cinque Province dell’Italia centrale che aderiscono ad Amnes (Ascoli, Teramo, Macerata, Perugia, Rieti, Terni ed Arezzo) protesteranno formalmente con un’iniziativa per affermare che l’assegnazione dei beni culturali dello Stato alla società «Patrimonio spa», nella legge «salva deficit», non significhi vendita del patrimonio culturale, ma una sua valorizzazione. Lo ha affermato ieri l’assessore provinciale alla cultura Carlo Verducci in una conferenza stampa di presentazione del programma di interventi per il recupero e restauro del patrimonio storico del Piceno, che ha utilizzato i finanziamenti della legge regionale n. 43 del 98, quella che viene definita anche «Iniziativa III Millennio». «In linea con pensiero del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha già inviato una lettera a Berlusconi un materia, dimostreremo tutto il nostro disappunto – ha affermato Verducci – di fronte al tentativo di messa in vendita del patrimonio. Non abbiamo a che fare con edifici qualunque, i beni culturali sono un volano di ricchezza stabile che non devono essere usati impropriamente e, soprattutto, non non vanno messi in vendita». E parlando del patrimonio locale, in pochi mesi, grazie ai 25 miliardi di vecchie lire erogati dalla Regione attraverso la legge 43 del ’98, con un effetto moltiplicatore, per il coinvolgimento dei Comuni e dei privati, sono stati messi in moto circa 55 miliardi. «La Provincia – ha spiegato l’assessore – ha fatto da raccordo, nel senso che ha accolto i progetti, li ha selezionati in base al valore del bene da restaurare e dal livello di degrado ed è intervenuta al 50 % nei Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti e del 40% nei Comuni al di sopra. Dei 25 miliardi che avevamo a disposizione, 19 sono stati utilizzati per il recupero e il restauro di monumenti, tra i quali teatri, chiese, castelli, torri. Gli interventi complessivi sono stati 34, dei quali 16 già conclusi ed altri si concluderanno entro l’anno. Gli altri 6 miliardi sono andati a progetti di recupero urbano nei centri storici di sei Comuni, Ascoli, Monteleone di Fermo, Castorano, Cupra Marittima, Falerone e Grottammare (recupero del Teatro dell’Arancio entro il 2005)». Si avvia così la stagione delle inaugurazioni, domani si riaprirà l’Abbazia di Valle d’Acqua ad Acquasanta Terme dell’Istituto Diocesano di Ascoli, che ha richiesto un intervento (il più grande) di 4 miliardi e 683 milioni, e sabato a Grottammare la Chiesa di San Giovanni Battista della Diocesi di San Benedetto del Tronto e Ripatransone. Grande attesa per l’inaugurazione dell’ex Cartiera Papale in programma il 6 luglio. Per l’occasione sarà allestita, nella parte museale, la mostra «L’incisione nelle Marche dal XV al XX secolo», 192 opere ora esposte a Saragoza (Spagna) che saranno presentate in Provincia il prossimo 28. Sono stati conclusi i recuperi dei Teatri di Amandola, di Monterubbiano, di Campofilone e di Grottazzolina. Ad Ascoli, tra le altre cose, sono stati conclusi i lavori alla Cattedrale, al Battistero e in alcune chiese. Il presidente dell’Ente Pietro Colonnella ha sottolineato l’importanza degli interventi fatti con la legge 43, «che uniti a quelli consentiti dall’Unione Europea con l’obiettivo 2 e ai fondi per il Giubileo – ha detto – restituiamo alla collettività beni per oltre 100 miliardi di valore. C’è stato il recupero di complessi importanti ad Ascoli, tra i quali, oltre alla Cartiera, ci sono le due Ville Sgariglia, quella di Campolungo e quella di Piagge». Con la legge 43, e con l’impegno dell’ing. Gianluigi Capriotti, la Provincia ha potuto effettuare una sorta di censimento dei beni ai quali ridare splendore.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 19-06-2002

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