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Giusy Furiani, la mamma che tifa i colori gialloblù


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PORTA SOLESTA’ Giusy Furiani, la mamma che tifa i colori gialloblù di FURIO TARQUINO La Quintana non l’aveva mai vista prima. Anche per questo prima di accettare di fare la dama ci aveva pensato bene, oltre che per una naturale timidezza. Ma alla fine, grazie anche al calore e alla partecipazione dei suoi sestieranti, Giusy Furiani è stata ben contenta di essere la dama di luglio di Porta Solestà. «A dire il vero non ho portato molta fortuna – premette – visto che siamo arrivati sesti, ma nonostante questo è stata un’esperienza bellissima, con un tifo e una passione che neanche mi immaginavo». Giusy, originaria di Amandola, vive da quindici anni nel sestiere del sole. Laureata in Giurisprudenza, è sposata e ha due figli. «I miei familiari sono stati tutti contenti, i miei genitori, che ad Amandola hanno ricevuto moltissimi rallegramenti, mio marito, i miei figli, a parte il più piccolo che, sabato sera, era davvero stanchissimo». La Furiani sabato sera indossava un vestito azzurro, ricamato in oro. «Un abito importante, anche se un po’ pesante -dice- con la gonna che in continuazione mi cadeva sotto i piedi, tanto che temevo da un momento all’altro di cadere». Sfilare nel corteo non è una cosa che lascia indifferenti. «A dire il vero, all’inizio del corteo mi sentivo abbastanza protetta dagli altri figuranti gialloblu -ricorda- ma arrivati a piazza del Popolo devo ammettere che ho avuto un po’ di paura con tutta quella gente. Il pubblico però è stato molto cortese, grazie agli applausi che sentivo sono stata incoraggiata a sorridere, cosa che in caso contrario sarebbe risultata un po’ forzata. Poi, arrivati al campo giochi, finalmente mi sono rilassata». La dama solestante si rammarica forse di aver esagerato con l’abbronzatura, aspetto che stona leggermente con i modelli quattrocenteschi, e avrebbe voluto poter dare maggiore risalto alla sua lunga chioma bruna. «Il copricapo l’ho trovato un po’ pesante – dice – e il fatto di dover raccogliere i capelli lo condivido in genere come fattore di eleganza, anche se avrei preferito tenerli come sempre». Ma il giudizio complessivo sull’esperienza quintanara è molto positivo. «E’ una manifestazione molto bella – conclude – con costumi e figuranti molto suggestivi, penso soprattutto ai capitani. Inoltre mi ha davvero sorpreso, al campo, il tifo sfegatato da parte di tutti, anche delle damigelle, capaci di trasformarsi. Peccato soltanto che la giostra sia andata poi a finire male, cosa che impedirà ai sestieranti di associarmi a un ricordo positivo».

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Inserito da Redazione Amandola.com il 14-07-2004

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