Giovani, bussa alla porta l’emergenza alcol
Giovani, bussa alla porta l’emergenza alcol Un’indagine tra gli studenti delle Superiori conferma: il consumo è a livelli preoccupanti di ROBERTA LAZZARINI Il consumo di alcol è un’emergenza nuova tra i giovani. Da un’indagine effettuata tra gli studenti che frequentano le scuole medie superiori del territorio dell’Asl 13, di un età compresa tra i 14 e i 19 anni, il consumo di bevande alcoliche risulta preoccupante. Sono stati somministrati questionari a 563 giovani, un campione risultato composto dal 55,2% di maschi e dal 44,2% di femmine; di questi il 34% frequenta istituti superiori ad indirizzo umanistico, il 28% commerciale, il 33% professionale ed il 3,4% non va a scuola, frequenta centri di aggregazione di lavoratori. Dalle risposte si evince che il 30% consuma bevande alcoliche da 2 a 4 volte al mese, il 27% da 2 a 4 volte la settimana. Nella giornata tipo in cui si beve il 65% consuma da 1 a 2 bevande alcoliche, il 15% da 3 a 4. La bevanda preferita al 38% è la birra, seguita dal vino (15%) e superalcolici (15%). La maggior parte beve al pub (26%) e alle feste (26%), va al bar o all’osteria il 13%, in pizzeria il 9%, beve a casa il 7% e in discoteca meno del 5%. E si beve insieme agli amici (82,5%). Gli studenti degli istituti professionali sono quelli che consumano più alcol degli altri. L’indagine fa parte del progetto «Comportamenti giovanili di consumo di bevande alcoliche e prevenzione all’abuso» finanziato dalla Regione Marche, cofinanziato dall’Asl 13, dall’Ambito territoriale sociale XXII e dalla Comunità Montana dei Sibillini. «Da questi primi dati -spiega Maria Grazia Mercatili, dirigente medico del Sert-Asl 13, responsabile del progetto- possiamo affermare che il consumo di alcol è piuttosto diffuso, che per una buona percentuale si tratta di un consumo a scopo di “sballo” e che si tratta principalmente di un consumo non tradizionale, ci riferiamo al classico bicchiere di vino durante i pasti a scopo nutrizionale. I ragazzi intervistati risiedono in comuni diversi, ma questo non è risultato significativo, nel senso che non influisce sui comportamenti né sulle abitudini. Al contrario di quanto ci si poteva attendere non c’è differenza tra i due sessi. Variano invece con l’età il tipo di bevanda, la scelta del vino aumenta man mano che diventano più grandi, e il luogo di consumo, i più piccoli durante le feste, i più grandi vanno al pub. Il bere alcolici -prosegue- sembra essere legato alla ricerca di sensazioni nuove ed estreme, come euforia, energia, lucidità, ma anche a vantaggi di tipo sociale, come spigliatezza e socialità. L’uso di bevande alcoliche ed in quantità rilevanti avviene per lo più in gruppo, come alle feste, al pub, comunque con gli amici; tale condivisione di rituali e di esperienze rafforza l’appartenenza ad un gruppo ed in tal modo contribuisce alla costruzione della propria identità. Nei casi di disagio, invece, l’alcol può rappresentare una fuga dalla realtà». I risultati della ricerca, che è stata supervisionata da Cesare Rapagnani, saranno presentati in un convegno ad Amandola il 28 novembre. La Mercatili, incaricata di organizzare l’educazione e la promozione della salute per l’Asl 13, si augura che ci possano essere fondi per proseguire il lavoro in modo da poter elaborare interventi per modificare gli stili di vita dei giovani.
















































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