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Gasparri: «Sindaco? No grazie»


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AMANDOLA Dopo Saccuti anche il presidente del comitato cittadino si fa da parte scagliando pietre a destra e a sinistra Gasparri: «Sindaco? No grazie» AMANDOLA — Dopo Giulio Saccuti si fa da parte anche Enrico Gasparri: «Non mi candido». Tre parole per rispondere alle lusinghe ricevute dai moderati. Col passare dei giorni escono di scena alcuni dei protagonisti della vita politica amandolese. Gasparri, comunque, prima di congedarsi, qualche sassolino scomodo dalle scarpe se lo toglie.«Ad Amandola — spiega — nascono diversi movimenti: prima il comitato cittadino, ora il «Città dei Sibillini», segno tangibile che c’è un malessere nella società, nella politica, con mancanza di fiducia nelle istituzioni. I problemi non mancano e per risolverli non occorre necessariamente formare una lista, come sta facendo «Città dei Sibillini». Dal di fuori si possono segnalare disfunzioni, mobilitare la gente». Gasparri, che presiede il comitato cittadino (da due anni si sta battendo per l’ospedale), esclude un accordo con «Città dei Sibillini». «Il comitato cittadino non ama la trasversalità ma la coerenza. E’ nato con lo scopo di salvaguardare la montagna e l’ospedale, non per formare liste. Personalmente non credo nei carrozzoni creati all’ultimo momento, anche se con nobili scopi. Proprio la mancanza di figure con una certa esperienza politica crea l’isolamento che sta attraversando Amandola».Un altro aspetto da non sottovalutare, secondo Gasparri, è la divisione creatasi in seno alla Casa delle Libertà e all’Ulivo. «Nel centrodestra — prosegue Gasparri — Forza Italia dialoga poco con gli altri schieramenti e cerca in tutti i modi di isolare alcune figure politiche che potrebbero offuscare i propri candidati. Nel centrosinistra, stessa storia: si gioca ad annientare possibili candidati politici. Le strategie, ben note nelle zone montane, fanno parte di un disegno diabolico ben preciso che ha bruciato prima Avelio Marini ad Amandola (1999), poi Luigi Contisciani a Comunanza (2003). Speriamo, per il bene di Amandola, che la «trappola» non scatti anche con l’ultimo politico a disposizione della montagna, vale a dire Giulio Saccuti, attuale vice presidente della Provincia. Amandola si deve svegliare e stare attenta a certe coalizioni tra esponenti di centrodestra e centrosinistra che hanno un solo scopo: mantenere le poltrone. In questo, i partiti non devono essere complici».Fabio Paci

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Inserito da Redazione Amandola.com il 27-02-2004

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