Emodinamica e neurochirurgia, si può
Ascoli/Le nuove specializzazioni per evitare ai cittadini di “emigrare”. Si salva definitivamente l’ospedale di Amandola Emodinamica e neurochirurgia, si può Le possibilità del nuovo piano sanitario regionale. Agostini: «Importante passo avanti» di FRANCO DE MARCO ASCOLI Se il nuovo piano sanitario regionale, approvato l’altro giorno dalla commissione competente, sarà approvato dal Consiglio regionale, che cosa comporterà per la sanità ascolana? Non ha dubbi a rispondere a questa domanda l’assessore regionale al bilancio Luciano Agostini: «Un importante passo avanti». Per quale motivo? «Intanto cominciamo con il dire che le uniche nuove specializzazioni, quelle di emodinamica (malattie del cuore e dei vasi, ndr), sono state previste una nell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli e una nell’ospedale di Macerata. Non solo. prosegue Agostini Per le altre specializzazzioni che si riterrà opportuno istituire nelle Marche sono stati fissati alcuni criteri precisi, ad esempio che comunque dovranno essere posizionate solamente nelle zone di confine della regione». Come dire, quindi, che l’Ascolano a sud ed il Pesarese a nord saranno le aree privilegiate per questi nuovi servizi di alta specializzazione. Evidente anche l’obiettivo di non investire ulteriormente ad Ancona accusata di averla fatta sempre da padrona nel campo sanitario accentrando tutti i principali servizi. Da questo punto di vista, quindi, il nuovo piano sanitario regionale dovrebbe comportare un riequilibrio territoriale. Ma sempre secondo Agosttini l’ospedale “Mazzoni”, insieme al ”Madonna del Soccorso” di San Benedetto, ha le carte in regola per poter ospitare anche una Divisione di Neurochirurgia. «Per quest’altra specializzazione sottolinea Agostini è stato stabilito che potrà essere eventualmente istituita laddove già sono state attuate delle positive esperienze. E, oltre a Pesaro, queste esperienze sono state realizzate ad Ascoli e a San Benedetto. Ecco perché, alla luce di tutto ciò, io dico che con il nuovo piano sanitario regionale l’Ascolano ha tutto da guadagnare. Chi temeva un ridimensionamento o un non ampliamento degli attuali servizi si deve ricredere». Agostini, infine, sottolinea con soddisfazione la piena salvaguardia dell’ospedale di Amandola. Si temeva in particolare per la Chirurgia ma è prevalsa giustamente la scelta, per gli ospedali di montagna, di mantenere in piedi il servizio in maniera completa.
















































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