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Ecco il nuovo volto dei Sibillini


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ASCOLI — E' stato approvato, dopo anni di valutazioni e lavoro, il Piano del parco nazionale dei Monti Sibillini. Lo strumento di pianificazione ha ricevuto l'unanimità dei voti da parte degli Enti partecipanti e ha lo scopo principale di migliorare il lavoro delle popolazioni coinvolte nel progetto. «In passato — ha dichiarato il presidente della Comunità montana Ciaffaroni — registravamo una scarsa sensibilità nei confronti dei problemi ambientali. Oggi invece abbiamo dimostrato di poter fare un lavoro determinante in questo senso, utile per il futuro prossimo del Parco. Il confronto diretto e continuo nella fase di stesura ha permesso un maggiore contatto con la popolazione e con le loro esigenze». L'elaborazione del Piano è stata portata avanti, infatti, sulla base di una collaborazione diretta fra gli Enti partecipanti, cioè i Comuni interessati, l'Ente Parco, la Comunità montana e le Province coinvolte. «Abbiamo voluto presentare il nuovo Piano qui in Ascoli — ha detto il presidente del Parco Graziani — proprio per sottolineare il coinvolgimento della città e della provincia. Grazie proprio alla dinamicità del territorio Piceno abbiamo potuto raggiungere il risultato voluto. Il Piano è di alto livello tecnico-scientifico e si propone obiettivi qualificanti come la rinaturalizzazione di sentieri di alta quota». A tal proposito, uno dei primi obiettivi è proprio quello di chiudere tre sentieri particolarmente importanti, fra cui quello della Sibilla, al traffico automobilistico per rendere più agevoli e suggestive le escursioni agli amanti della montagna. Gli studi di questi anni hanno portato a concretizzare delle indicazioni di carattere generale per quello che riguarda la ristrutturazione dei centri storici dei comuni e a pianificazioni nell'ambito della caccia al cinghiale anche in collaborazione con la Provincia che ha istituito corsi per la qualificazione dei cacciatori alla caccia selettiva del pericoloso animale, causa di costosi danneggiamenti alla già sofferente agricoltura della montagna. «La vera sfida del Parco — continua Graziani — è quella di arrivare allo sviluppo del territorio attraverso una sua rigorosa tutela. Questo è un obiettivo che inizialmente sembrava impossibile a molti, ma che con l'andare del tempo è sembrato sempre più realistico. A tutt'oggi il risultato, dal punto di vista turistico, è evidente». Il Piano passerà ora all'esame delle Regioni coinvolte (Marche e Umbria) per essere quindi pubblicato e sottoposto alle critiche di Enti e privati cittadini. Infine la sua chiusura e attivazione. di Raffaele Paolini

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Inserito da Redazione Amandola.com il 24-12-2002

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