GIBAS - Fabbrica Artigiana Lampadari
HOME » Cronaca » “E’ un divieto ingiusto che va contro la tradizione”
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

“E’ un divieto ingiusto che va contro la tradizione”


Warning: Creating default object from empty value in /www/htdocs/w00f7576/wp-content/plugins/post-image.php on line 23

AMANDOLA – Il divieto di caccia ai colombacci (palombi) nell’area del Parco Nazionale dei Sibillini e nelle immediate adiacenze, va contro una tradizione di alta valenza che affonda le radici addirittura nei riti propiziatori dell’antichità. Lo afferma il consigliere Provinciale Lando Siliquini che già nel suo libro “Così parlo la Sibilla Appenninica” aveva consolidato le ipotesi avanzate dallo studioso Giovanni Rocchi, circa il collegamento della tradizionale caccia ai colombacci con un antichissimo rito religioso.Lo studio, che ha sollevato l’attenzione di eminenti antropologi, si sofferma sulle analogie tra la pratica venatoria del giorno d’oggi e la liturgia propiziatoria descritta nelle cosiddette Tavole Iguvine. Queste sono sette lastre di bronzo ritrovate circa sei secoli fa nei pressi di Gubbio, che contengono la descrizione (in lingua picena arcaica) di un rito pagano del primo millennio a.C. officiato dalla Confraternita “Atiedia” in rappresentanza di venti comunità picene ed umbre.Le analogie sono molte e sorprendenti. La “caccia a le palomme”, come è chiamata in gergo, ha sempre dato la sensazione di un complesso cerimoniale con caratteri di sacralità: il bosco particolarmente curato, che svetta in punti strategici; i coordinamenti vocali; i momenti di ieratico silenzio; i capanni di osservazione in punti dettagliatamente calcolati; la carica simbolica di piccioni e colombe; la evidente arcaicità presente di alcuni termini. Il rito pagano aveva in effetti la stessa strutturazione e dinamica: i capanni, l’officiante, l’aiutante, i sincronismi vocali, i momenti di silenzio, il boschetto sacro, il calcolo (per trarne auspici) delle traiettorie di uccelli. Se si aggiunge il territorio (Marche ed Umbria) le analogie, secondo Siliquini, non sono solo causalità. “Per questo è un vero peccato – dice il consigliere Siliquini – che un’istituzione deputata a salvaguardare i valori ambientali e storico culturali del nostro territorio come l’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini non rispetti questa tradizione che non solo andrebbe preservata ma in qualche modo anche valorizzata così dle resto come si fa quando ci troviamo di fronte a tematiche che hanno una valenza storica come questa”.FRANCESCO MASSI

articolo visualizzato 625 volte
Inserito da Redazione Amandola.com il 25-11-2003

COMMENTI

Nessun commento all'articolo.

Lascia un commento

  • Anto: Tanto per rompere:- A Ennio. E’ rtivelao cic3b2 che i viventi percepiscono come bene...
  • natural health: Having read this I believed it was extremely informative. I appreciate you...
  • www.thefocc.com: Right here is the perfect website for anyone who wants to find out about this...
  • 5:2 Fast Formula Review: When some one searches for his necessary thing, so he/she wishes to be...
  • do diet patches work: I know this if off topic but I’m looking into starting my own blog...
  • セリーヌ ラゲージ: Magic toned diy and studs quality this bag. You will unearth raised logo discs inside...
  • buy instagram followers: When I originally commented I clicked the “Notify me when new...
  • short game instruction: I am sure this piece of writing has touched all the internet users, its...
  • Sim City 5 Key: Hello there, You’ve done an excellent job. I will certainly digg it and...
  • Caterina: Ho avuto l’onore di essere stata studentessa presso l’ospedale di Camerino...