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E’ scoppiata la rivoluzione delle acque


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Cambiano i criteri e si devono modificare anche gli atteggiamenti dei consumatori Siliquini: “Varato un programma quinquennale per la gestione” AMANDOLA – La rivoluzione legata alla gestione delle acque è cominciata. All’inizio del 2004 infatti è entrato a regime il servizio idrico integrato nell’ambito territoriale ottimale (ATO) 5 delle Marche, bacino che comprende gran parte della provincia di Ascoli Piceno, interessando 59 Comuni per un totale di oltre 280.000 abitanti. Un modo completamente nuovo di governare la risorsa acqua, secondo una visione d’insieme del territorio, dei problemi e delle soluzioni. L’ATO 5 Marche tra gli ultimi nati dei 91 ambiti territoriali ottimali d’Italia, figura invece tra i primi 25 ad avere attivato le norme dettate dalla Legge Galli. “E’ stato approvato – dice il presidente Lando Siliquini – un programma quinquennale e affidata la gestione, con decorrenza dal primo gennaio, agli ex Consorzi Idrici CIIP e Vettore trasformati in Società a prevalente capitale pubblico. L’unione dei Comuni, l’accorpamento dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione e il ricorso alle risorse del privato hanno lo scopo di rendere più economica la gestione, riducendo gli sprechi e aumentando gli investimenti, tenendo sotto controllo le tariffe”. Cambiano i criteri di gestione e si devono modificare anche gli atteggiamenti da parte dei consumatori. L’aumento inarrestabile delle richieste (dei singoli e delle attività socio economiche) e la riduzione progressiva della risorsa acqua (per variazioni climatiche, inquinamenti, sfruttamenti irrazionali) sono problemi che farebbero esplodere la situazione se non ci fosse questo diverso modo di affrontarli. “I nuovi dispositivi di legge – precisa il presidente – da una parte rappresentano criteri più restrittivi e categorici e dall’altra introducono il principio della copertura totale dei costi con le tariffe. Quindi è fondamentale, per i buoni risultati di questo nuovo corso – aggiunge Siliquini – che i cittadini acquisiscano coscienza del problema per cominciare a vedere l’acqua come una risorsa limitata e per questo preziosissima”. D’altronde sono inevitabili i criteri stabiliti dalla nuova normativa. Tra essi il fatto che tutte le acque sono pubbliche, che nell’uso di esse vanno salvaguardati i diritti dell’uomo e gli equilibri naturali, che l’uso per il consumo umano è prioritario ed i costi debbono essere coperti dalle tariffe, che il servizio idrico integrato è il metodo più idoneo per raggiungere tali scopi per criteri di efficienza ed economicità.F.M.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 25-01-2004

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