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E ieri si è tenuta una riunione al Parco dei Sibillini


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E ieri si è tenuta una riunione al Parco dei Sibillini per trovare le soluzioni all’eccessiva proliferazione dei cinghiali In vista un nuovo sistema di catturadi CLAUDIO FELICETTIAMANDOLA – Le calamità naturali sempre più frequenti e i disastri di ogni genere impongono ormai una cultura della prevenzione e dell’organizzazione dei soccorsi da parte degli enti locali e dei soggetti responsabili della Protezione civile. La recente normativa nazionale e regionale impone finalmente agli enti locali la redazione di piani specifici con l’indicazione dei minimi dettagli. Per valutare lo stato dell’opera, la Provincia ha indetto una riunione dei sindaci delle zone montane, che si è svolta ieri mattina nel Circondario di Amandola. Erano presenti l’assessore provinciale Vincenzo Pasquarè, il responsabile del servizio Dante Merlonghi e i sindaci dei comuni di Amandola, Comunanza, Smerillo, S. Vittoria, Montefortino, Force, Montefalcone Appennino, Montemonaco e Rotella. Per approntare il Piano provinciale di emergenza, la Provincia ha bisogno di una "fotografia" di tutto il territorio, rappresentato dall’insieme dei singoli piani comunali in cui sono descritti tutti i possibili pericoli, come ad esempio frane, vulnerabilità, alluvioni e incendi ma anche le aree di ammassamento e le modalità di evacuazione. «In caso di situazioni di emergenza – spiega Merlonghi – il sindaco tira fuori il piano e indica le modalità per mettere tutti i cittadini al riparo dai pericoli. Prima di redigere il Piano di emergenza, la Provincia ha programmato degli incontri territoriali con i comuni: il 4 a Fermo, il 6 a San Benedetto, oggi (ieri n.d.r.) ad Amandola e infine domani ad Ascoli. Stiamo spingendo per far arrivare presto i comuni alla redazione dei piani – continua Merlonghi – e in questo senso abbiamo messo a disposizione dei piccoli comuni i nostri quattro tecnici. C’è inoltre un gruppo di lavoro di sette tecnici dei vari enti che valuta lo stato di avanzamento dei programmi. Prevediamo che entro novembre saranno pronti tutti i piani. In quel documento devono essere indicati molti dati, come ad esempio numero di abitanti, vie di comunicazione, ponti, ma anche i soggetti che devono intervenire, le strutture che dovranno ospitare le persone, i mezzi a disposizione». Una volta completato il lavoro di pianificazione, si potrà avere il quadro completo della situazione, e sarà difficile fare forzature sui piani regolatori, come avvenuto spesso in passato. «Lo spirito del Piano provinciale è quello di fotografare il nostro territorio – afferma Merlonghi – poi le responsabilità sono condivise e nessuno potrà pensare di tirarsi fuori o di aggirare i contenuti del piano».Intanto ieri, all’ente Parco dei Sibillini, si è tenuto un incontro tra il presidente Carlo Alberto Graziani e i sindaci dei comuni del versante ascolano (Arquata, Montegallo, Montefortino, Amandola, Montemonaco) per trattare l’annoso problema della proliferazione smisurata dei cinghiali. «La situazione è allarmante – ha riferito il presidente Graziani – se continua così il prossimo anno nel territorio del parco ci saranno 15.000 cinghiali, con danni enormi per l’agricoltura». E’ stato inoltre sottolineato che il ministero dell’Agricoltura non ha più rifinanziato la legge che prevedeva risarcimenti ad agricoltori e proprietari dei fondi danneggiati. Dunque, occorre trovare rimedi definitivi. I sindaci hanno chiesto un corso per operatori specializzati nell’abbattimento selettivo da tenersi nel nostro territorio. Per venerdì, ad Amatrice, è prevista una dimostrazione di un tipo di cattura sperimentale ritenuta molto efficace.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 12-06-2002

COMMENTI

1 Commento all'articolo.
  • 1 Roberto 14 gennaio 2008 alle 08:30

    Ho una proprietà  nel comune di Rotella,volevo sapere (a proposito dei danni provocati dai cinghiali)se ci sono attualmente delle leggi sulla cattura selettiva dei cinghiali e dove dovrei rivolgermi.A tal proposito vorrei segnalare una iniziativa presa dall’ente parco Regionale Gallipoli Cognato piccole dolomiti Lucane,secondo me molto intelligente ed efficace.Invio il testo del documento
    Con gratitudine vi saluto
    Roberto Calvaresi

    ENTE PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE
    Località  Palazzo è Casella Postale 75011 ACCETTURA Tel/Fax 0835675015 e.mail: info@parcogallipolicognato.it

    AVVISO PUBBLICO PER LA COSTITUZIONE DELL èELENCO DEGLI OPERATORI AGRICOLI AUTORIZZATI ALLA COSTRUZIONE è CONDUZIONE DI RECINTI DI CATTURA CINGHIALI IN AREE AGRICOLE DI PROPRIETA è Questo Ente nell èambito della propria campagna di prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica alle colture agrarie ed in attuazione del “Piano di gestione del cinghiale nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane” approvato con Delibera G. R. n°1771 del 30.08.2005, intende costituire apposito elenco dei soggetti autorizzati alla costituzione è conduzione di recinti di cattura cinghiali in aree agricole di proprietà  privata. ISCRIZIONE ALL’ELENCO DEI SOGGETTI AUTORIZZATI ALLA CONDUZIONE DELLE UNITà€ DI CATTURA IN AREE AGRICOLE DI PROPRIETA è Possono essere autorizzati a detenere una o più unità  di cattura i seguenti soggetti: • proprietari e/o conduttori di fondi agricoli, purchà© espressamente autorizzati dai proprietari. • allevatori èè aziende faunistiche ed agrifaunistiche venatorie, che siano proprietari o conduttori di fondi purchà© espressamente autorizzati dai proprietari, Sulla base dei criteri di cui sopra e delle domande pervenute, l èEnte Parco predisporrà  una graduatoria e ne darà  comunicazione ufficiale ai soggetti autorizzati. L èalbo dei soggetti autorizzati sarà , altresì, affissa all èalbo dell èEnte Parco, negli albi pretori dei Comuni del Parco e sul sito internet http://www.parcogallipolicognato.it. Il presente avviso non ha scadenza, l èelenco sarà  aggiornato ad ogni richiesta pervenuta. CARATTERISTICHE DELLE STRUTTURE E MODALITA è DI GESTIONE Tutte le operazioni di cattura devono essere eseguite secondo quanto predisposto dal piano di gestione del cinghiale in area Parco e specifico disciplinare, sotto la Direzione dell èEnte, nei siti e
    nelle date concordati, e sotto il diretto coordinamento del Responsabile dell èEnte e la sorveglianza delle Guardia Provinciali e del CFS. • Le catture vengono effettuate tramite apposite trappole (chiusini) permanenti o temporanee, fisse o mobili, per catture singole o collettive, eventualmente dotate di schermatura parziale o totale, realizzate secondo le modalità , i materiali, ed i modelli prescritti ed indicati da specifico disciplinare elaborato e disponibile presso l èEnte Parco. • l èacquisto dei materiali, la costruzione, la messa in opera, la gestione delle unità  di cattura è da intendersi totalmente a carico dei soggetti autorizzati, • I soggetti autorizzati operano in conformità  al disciplinare e ad un calendario predisposto dall èEnte Parco. • Il calendario, redatto sulla base degli obiettivi fissati dal piano di gestione è definito per un periodo almeno trimestrale, stabilendo i siti e i periodi di cattura, che possono essere eccezionalmente modificati dopo comunicazione scritta all èEnte almeno 5 giorni prima, • Le operazioni di cattura sono coordinate dal responsabile designato dall èEnte, • Alla gestione e conduzione delle unità  e attività  di cattura può collaborare esclusivamente personale che faccia richiesta e venga autorizzato dal Parco. • In caso di cattura di uno o più individui di cinghiale i soggetti autorizzati devono avvisare tempestivamente il Responsabile dell èEnte Parco, nel caso questo non sia reperibile, gli altri soggetti ufficialmente nominati dall èEnte. • I soggetti autorizzati sono responsabili del funzionamento, della manutenzione e dell èintegrità  delle unità  di cattura registrate per la cui gestione è stato autorizzato, • ogni unità  di cattura verrà  registrata in un apposito elenco redatto dall’Ente e contrassegnata mediante l èaffissione di una targa del Parco contenente un numero inamovibile di identificazione. DESTINAZIONE DEI CAPI CATTURATI • i conduttori autorizzati, fermo restando quando previsto dal regolamento del cinghiale nel Parco e dallo specifico disciplinare, entrano in pieno possesso degli animali catturati riconoscendo all èEnte Parco un importo pari a € 20,00 per ogni cinghiale catturato a partire dal 30° capo catturato. • Fermo restando quanto previsto dalle normative vigenti in materia, gli esemplari di cinghiale catturati possono essere, abbattuti in loco o trasferiti. • il trasferimento di esemplari vivi, ai sensi delle vigenti norme, è possibile nell èambito dei programmi di commercializzazione attivati dai conduttori dei recinti, con esclusione di quelli finalizzati al ripopolamento introduzione reintroduzione in tutto il territorio libero italiano.
    • Gli animali catturati, possono essere destinati a specifiche aziende iscritte ad apposito albo elaborato dal Parco. • La cessione è consegna è trasporto degli animali alle aziende acquirenti, sarà  regolamentata da specifico disciplinare. • Il trasporto deve avvenire con mezzo autorizzato ai sensi del D.P.R. 320/54 e nel rispetto della normativa sul benessere animale. • In caso di cinghiale abbattuto nelle unità  di cattura, destinato al consumo familiare, (fermo restando quando previsto dalle normative vigenti, dal regolamento del cinghiale nel Parco e specifico disciplinare), il conduttore deve, entro 12 ore dall èabbattimento sottoporre la carcassa con annessi i visceri toracici, fegato e milza ad ispezione veterinaria. Art – Abbattimento in loco dei cinghiali catturati. L èabbattimento in loco dei cinghiali catturati può essere effettuato da: 1. personale tecnico-faunistico dipendente dell èEnte, 2. personale di vigilanza delle Province, 3. corpo Forestale dello Stato, 4. conduttori e proprietari dei fondi in possesso di regolar porto d èarmi per uso caccia, espressamente autorizzati dall èEnte Parco. 5. personale ausiliario esterno (“selecontrolloriè ) ammesso a seguito della partecipazione ad uno specifico corso ed al superamento di un esame finale, all èAlbo dei selecontrollori dell èEnte Parco o di altro Ente pubblico come specificato dal disciplinare elaborato e disponibile presso l èEnte Parco. Art – Modalità  di domanda I soggetti interessati dovranno far pervenire domanda a mezzo di raccomandata del servizio postale o consegna a mano al seguente indirizzo: Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane è località  palazzo snc è 75011 Accettura (MT). La domanda, redatta in carta semplice, dovrà  contenere la richiesta di partecipazione alle operazioni di contenimento della popolazione di cinghiale nel Parco, contenente le dichiarazioni attestanti le generalità  del richiedente o del legale rappresentante, la superficie e l èubicazione dei terreni, il titolo del possesso indicare se si tratta di beni in proprietà , in affitto, in usufrutto o altro diritto reale ecc. La domanda deve essere corredata da copia fotostatica di un documento di identità  del/i sottoscrittore/i.
    Il presente avviso, il piano di gestione del cinghiale, le graduatorie sono consultabili presso la sede dell èEnte Parco e sul sito internet http://www.parcogallipolicognato.it. Il presente avviso sarà , altresì, divulgato mediante pubblicazione all èAlbo dell èEnte Parco, all èAlbo Pretorio di tutti i Comuni del Parco. Il Responsabile per l èattuazione del Piano di Gestione faunistica (Dott. Marco DELORENZO)

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