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Condannati due fratelli albanesi.


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AMANDOLA Condannati due fratelli albanesi I due erano accusati di lesioni volontarie dopo una rissa finita a colpi di coltelloCon l’accusa di lesioni volontarie in concorso, due fratelli albanesi Nikolla Devole di 37 anni e Vangel Devole di 36 sono stati condannati ieri dal giudice del Tribunale di Ascoli Rita De Angelis rispettivamente a un anno e otto mesi e un anno e tre mesi di reclusione. Una sentenza più mite di quella che si poteva temere ed è dovuta al fatto che i legali dei due imputati, gli avvocati Felice Franchi e Alessandro Trofino sono riusciti a far derubricare il reato di tentato omicidio in lesioni in concorso. I fatti risalgono alla notte dell’11 giugno del ’95, quando ad Amandola una rissa fra i tre albanesi e due italiani finì a colpi di coltello. Tre gli extracomunitari coinvolti. Tra loro un minore (all’epoca dei fatti), proprio A.D. che per questo fatto di sangue è già stato condannato dal Tribunale dei Minori di Ancona a cinque anni di reclusione, pena confermata in sede di Appello. Le dichiarazioni di quest’ultimo, che ha assunto su di sé la completa responsabilità del tentato omicidio, ha alleggerito la posizione dei fratelli maggiori. I due italiani, difesi dagli avvocati Luzi e Natali, dovevano invece rispondere del solo reato di rissa. S.P. di 29 anni è stato condannato a 300 euro di multa e N.M. di 28 a 100 euro. Quella notte S.P. rimase ferito gravemente poiché colpito con alcune coltellate alla coscia sinistra, all’emitorace sinistro e al fianco destro: riportò anche la frattura di una costola. A dare l’allarme fu N.M. (anch’egli leggermente contuso al braccio sinistro) che ai Carabinieri indicò i presunti responsabili dell’accoltellamento in tre albanesi appartenenti alla stessa famiglia e residenti a Comunanza. I militari dell’Arma si recarono presso l’abitazione degli stessi dove rilevarono tracce di sangue davanti al portone e lungo le scalee l’arma usata. Secondo la ricostruzione fatta dagli albanesi, la notte dell’11 giugno del ’95 ci fu una lite all’interno di un locale da ballo nella zona montana, con protagonisti il minore e i due italiani residenti a Comunanza. Una lite spostatasi poi nei pressi dell’abitazione degli extracomunitari. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Umberto Monti, il minore avrebbe inferto le coltellate mentre i suoi fratelli tenevano ferma la vittima dell’aggressione. «Ero solo, uno dei mie fratelli era a terra, l’altro lontano» ha invece detto N.D. al giudice scagionando i congiunti.P. Erc.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 11-06-2002

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